
Chiesa cristiano-cattolica Santi Marcellino e Pietro ad duas lauros
Paesaggio archeologico / Paesaggio delle forme del sacro e della spiritualità / Paesaggio storico / Paesaggio urbanistico / Percorsi: i luoghi del cinema
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Indirizzo
Via Casilina 641, 00176 Roma
GPS
41.877981312372, 12.548521496214
Telefono
Web
Origini della parrocchia
La parrocchia è stata eretta il 1° febbraio 1765 da papa Clemente XIII con il motu proprio “Cum sint”, come vicaria curata unita al collegio beneficiale lateranense. Il territorio fu desunto da quello della parrocchia di San Giovanni in Laterano. Attualmente è affidata alla Congregazione delle Scuole di Carità, ordine religioso conosciuto come Padri Cavanis. Fa parte della XIV Prefettura – Settore Est della diocesi di Roma. E’ sede del titolo cardinalizio, istituito da papa Paolo VI nel 1969.
La parrocchia si trova su un’area che in epoca romana era di proprietà dell’imperatrice Elena Giulia Flavia (248 – 329), madre dell’imperatore Costantino, e si estendeva lungo l’antica via Labicana (oggi via Casilina), nella zona compresa tra il Sessorianum (attuale, Santa Croce in Gerusalemme) e la cittadella militare di Centum Cellae (odierna Centocelle). L’area era nota con il toponimo ad Duas Lauros, da cui il nome della parrocchia.
Dall’Epoca costantiniana al Medioevo
Già prima che diventasse possedimento di sant’Elena, il sito ero utilizzato come necropoli degli Equites Singulares (ossia, la guardia personale dell’imperatore) e successivamente, durante la persecuzione dioclezianea (303 – 311), vi fu realizzata la Catacomba dei Santi Marcellino e Pietro. Accanto a quest’area sorse, intorno al 320, una basilica funeraria circiforme, dedicata ai due santi martiri, orientata est-ovest, lunga 65 metri e larga 29. Tra il 326 e il 330 d.C. venne costruito – e addossato sulla facciata orientale della Basilica – un grande mausoleo circolare, quello che oggi chiamiamo Mauseoleo di Sant’Elena, che prende il nome dal fatto che vi fu sepolta la Santa, anche in origine era probabilmente destinato al figlio Costantino.
Da notare che la Basilica è stata costruita in corrispondenza della Basilica dei Gordiani e di San Lorenzo fuori Roma.
La basilica era ancora in uso verso la fine dell’VIII secolo, ma poco dopo dovette iniziare la sua decadenza in coincidenza con la traslazione delle spoglie dei santi Marcellino e Pietro. Durante il Basso Medioevo la basilica fu abbandonata e, probabilmente, minata nelle fondamenta da alcune gallerie scavate nella catacomba e senza un’adeguata manutenzione, andò progressivamente in rovina.
Dal Seicento ad oggi
Durante il pontificato di Urbano VIII (1623 – 1644), il capitolo di San Giovanni fece costruire (tra il 1632 e 1638) una piccola chiesa, dedicata ai due Santi, utilizzando come materiale gran parte delle rovine dell’antica basilica. Il 1 febbraio 1765, Clemente XIII (1758 – 1769) fece modificare e ampliare la “chiesetta”, eleggendola infine a parrocchia con il motu proprio Cum sint. Venne dichiarata chiesa vicaria unita al collegio lateranense e il territorio desunto da quello della parrocchia lateranense.
Per approfondire: Scheda della Diocesi di Roma
La chiesa e il complesso parrocchiale
L’attuale edificio religioso e gli annessi spazi parrocchiali sono stati realizzati nel 1922 su progetto dell’ingegnere Guglielmo Palombi,
I Santi titolari Marcellino e Pietro
Nel 304 d.C. a Roma imperversa la grande persecuzione anticristiana voluta da Diocleziano. È l’ultima grande mattanza ordinata dall’autorità romana prima della clemenza di Costantino. Il secondo dei quattro editti con i quali Diocleziano pianifica l’annientamento dei cristiani impone in particolare l’arresto di vescovi, sacerdoti, diaconi. Molti vengono giustiziati, perché i tribunali hanno facoltà di emettere la sentenza capitale. È in questo frangente che il sacerdote Marcellino finisce in carcere. Come tanti, il prete rifiuta di abiurare la fede, e tante prigioni diventano piccole comunità di credenti. In carcere Marcellino conosce Pietro, un esorcista. Insieme annunciano la Parola di Cristo, molti si convertono e chiedono il Battesimo. I racconti agiografici riferiscono di miracoli, come la guarigione della figlia del loro carceriere. Grazie alle fonti tramandate da Papa Damaso I qualche decennio dopo, sappiamo che Marcellino e Pietro furono torturati, portati in un bosco conosciuto come Selva Nera, costretti a scavare la propria fossa ed infine decapitati.
Lucilla, una matrona romana, venuta a conoscenza del luogo del martirio, rintraccia e fa spostare le salme di Marcellino e Pietro dalla Selva Nera (che da lì in poi verrà ribattezzata nell’attuale Selva Candida) nel cimitero detto “ad duas lauros”, oggi sulla Via Casilina, forse perché contrassegnato dalla presenza di due allori. Papa Damaso compone un carme che fa apporre sulla nuova tomba e quando i Goti lo distruggono Papa Vigilio lo fa ricollocare e inserisce i nomi dei due martiri anche nel Canone della Messa. Avverranno poi traslazioni più o meno lecite di reliquie, ma le chiese romane e le catacombe tutt’oggi aperte e vive perpetuano la loro memoria.
La parrocchia nella storia cinema: Questione di cuore
Presso la parrocchia dei SS. Marcellino e Pietro e lungo quel tratto di via Casilina sono state girate alcune scene del film Questione di cuore di Francesca Archibugi.
In particolare, presso la chiesa, è girata la scena del funerale di Angelo (Kim Rossi Stuart), uno dei protagonisti della pellicola.
Scheda realizzata da Ecomuseo Casilino
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