Amedeo Cencelli, l'eroe sabino schivo e coraggioso

Amedeo Cencelli, l’eroe sabino schivo e coraggioso


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Indirizzo

via Amedeo Cencelli, Roma

GPS

41.877948036229, 12.542928618685


Amedeo Wladimiro Cencelli Perti nasce a Magliano Sabino (RI) il 20 marzo 1892 dall’agronomo politico e senatore del Regno Alberto Cencelli Perti e dalla nobildonna Vittoria Orsolini Marescotti, primo di quattro fratelli (3 maschi e una femmina). La leggenda lo vuole come un eroe mite e coraggioso, incarnazione perfetta dei valori e del carattere del popolo sabino, che lo ritiene uno dei suoi maggiori esponenti. Nella realtà le sue scelte di professione e di carriera lo vedono in conflitto con le eredità familiari. Amedeo sembra fin da subito appassionato più del mare che della terra, abbandonando precocemente le tradizioni familiari che forse lo avrebbero preferito agronomo e politico come il padre, o imprenditore agricolo come il nonno paterno. Amedeo invece si arruola nella Regia Marina e si appassiona allo studio delle macchine volanti, al cui perfezionamento sembra contribuire.

La Prima Guerra Mondiale e l’incontro con Carlo Della Rocca

Viene così inviato alla Stazione Idrovolanti dell’Isola di Sant’Andrea (VE), comandata dal tenente di Vascello Carlo Della Rocca. Il 1° dicembre 1917 gli viene assegnato il comando della  251a Squadriglia. La promozione giunge dopo due episodi significativi accaduti nei mesi precedenti: il primo è l’abbattimento di un velivolo durante un combattimento sopra Parenzo (oggi Poreč in Croazia) e il secondo è il bombardamento del porto di Trieste il 30 agosto 1917. Ma il nuovo ruolo di comandante lo coinvolge per pochissimo tempo. Il 22 gennaio dell’anno successivo, Amedeo Cencelli muore in un incidente di volo nella laguna di Venezia.

Amedeo Cencelli è decorato di 2 Medaglie d’Argento al Valor Militare alla memoria.

Targa commemorativa lo ricorda tra via degli Scipioni e Lungotevere Michelangelo a Roma.

Curiosità: Il fratello minore Valentino Orsolini Cencelli è stato un famoso agronomo. Durante il regime fascista ha diretto la bonifica dell’Agro Pontino, diventando il primo podestà di Littoria, l’attuale Latina.

Scheda realizzata da Ecomuseo Casilino

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