Questo paesaggio descrive una mappa di comunità del patrimonio storico dell’Ecomuseo Casilino, mappa che è stata costruita nel tempo, attraverso un processo di negoziazione con i cittadini del territorio al fine di individuare quali risorse archeologiche facessero parte di un patrimonio collettivo, ovvero di un bene comune che chi vive ora il territorio intende salvaguardare e trasmettere alle generazioni future.
I quartieri dell’Ecomuseo Casilino appartengono – storicamente – alla prima fascia suburbana della città di Roma, quella che si articola a partire dalle Mura Aureliane, in particolare da Porta Maggiore e lungo le vie consolari Casilina, Prenestina e Tuscolana, fino a Porta Furba e all’anello tangenziale oggi definito da viale Palmiro Togliatti.
Per paesaggio storico s’intende quindi quell’insieme di risorse che rappresentano il patrimonio materiale – e che contiene l’immateriale – stratificatosi a partire dall’età moderna, in particolare dall’Unità d’Italia (e quindi dalla proclamazione a Capitale d’Italia della città di Roma), che ha registrato il processo di urbanizzazione e di sviluppo da area rurale a metropolitana.
Le risorse storiche si ergono come elementi di un paesaggio denso, stratificato, che evoca e racconta i processi storici che vanno dal Medioevo ai nostri giorni, mutando la destinazione dei luoghi, segnando le tappe di un processo di costruzione della storia locale e nazionale, come per il ‘900.
Risorse storiche – perché restituiscono la narrazione di eventi epocali, come gli insediamenti difensivi medievali dell’incastellamento, l’Unità d’Italia, la memoria della Grande Guerra, il regime fascista, l’evangelizzazione cattolica, la seconda guerra mondiale, il boom economico, la lotta per la conquista dei diritti civili, gli anni di piombo, fino alle grandi e complesse ridefinizioni della società contemporanea.
Per approfondire:
Sottopercorsi
Elenco delle risorse
Arena cinematografica Aurora, aperta nel 1934. Contava 400 posti
Vedi di piùPietra d’inciampo a Sisto Quaranta residente al Quadraro in Via dei Ciceri 129 deportato il 17 aprile 1944. Liberato nel 1945
Vedi di piùPietra d’inciampo a Roberto Forti, partigiano del partito comunista residente al Quadraro in Via dei Ciceri 101 deportato il 4 gennaio 1944. Liberato nel 1945
Vedi di piùPietra d’inciampo a Everardo Luzi, partigiano del Partito d'Azione, residente a Centocelle in via Valmontone 12. Trucidato alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944
Vedi di piùPietra d'inciampo ad Aldo Ercoli partigiano del Partito d'Azione, residente a Centocelle in Via Arpino 6. Trucidato alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944
Vedi di piùPietra d’inciampo a Raffaele Aversa, Capitano dell'Arma dei Carabinieri e militante del Fronte Militare Clandestino, residente a Tor Pignattara in Via della Marranella 120. Trucidato alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944
Vedi di piùPietra d’inciampo a Luigi Sabatini, residente al Quadraro in Via dei Quintili 202 deportato il 17 aprile 1944. Ucciso il 7 agosto 1944 ad Heydebrek
Vedi di piùTarga commemorativa a ricordo delle vittime civili e militari della seconda guerra mondiale, abitanti nella città-giardino della Cooperativa Termini
Vedi di piùPietra d'inciampo a Domenico Ricci partigiano del Partito d'Azione, residente a Centocelle in via Tor de Schiavi 50. Trucidato alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944
Vedi di più