Questo paesaggio descrive una mappa di comunità del patrimonio storico dell’Ecomuseo Casilino, mappa che è stata costruita nel tempo, attraverso un processo di negoziazione con i cittadini del territorio al fine di individuare quali risorse archeologiche facessero parte di un patrimonio collettivo, ovvero di un bene comune che chi vive ora il territorio intende salvaguardare e trasmettere alle generazioni future.
I quartieri dell’Ecomuseo Casilino appartengono – storicamente – alla prima fascia suburbana della città di Roma, quella che si articola a partire dalle Mura Aureliane, in particolare da Porta Maggiore e lungo le vie consolari Casilina, Prenestina e Tuscolana, fino a Porta Furba e all’anello tangenziale oggi definito da viale Palmiro Togliatti.
Per paesaggio storico s’intende quindi quell’insieme di risorse che rappresentano il patrimonio materiale – e che contiene l’immateriale – stratificatosi a partire dall’età moderna, in particolare dall’Unità d’Italia (e quindi dalla proclamazione a Capitale d’Italia della città di Roma), che ha registrato il processo di urbanizzazione e di sviluppo da area rurale a metropolitana.
Le risorse storiche si ergono come elementi di un paesaggio denso, stratificato, che evoca e racconta i processi storici che vanno dal Medioevo ai nostri giorni, mutando la destinazione dei luoghi, segnando le tappe di un processo di costruzione della storia locale e nazionale, come per il ‘900.
Risorse storiche – perché restituiscono la narrazione di eventi epocali, come gli insediamenti difensivi medievali dell’incastellamento, l’Unità d’Italia, la memoria della Grande Guerra, il regime fascista, l’evangelizzazione cattolica, la seconda guerra mondiale, il boom economico, la lotta per la conquista dei diritti civili, gli anni di piombo, fino alle grandi e complesse ridefinizioni della società contemporanea.
Per approfondire:
Sottopercorsi
Elenco delle risorse
Pietra d’inciampo a Tito Bernardini, partigiano del partito comunista residente al Pigneto in Via Adriano Balbi 20. Trucidato alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944
Vedi di piùPietra d’inciampo ad Adolfo Bonfanti, partigiano del partito socialista d'unità proletaria residente al Quadraro in Via Fausto Pesci 27. Deportato il 17 aprile 1944 e ucciso il 12 ottobre 1944
Vedi di piùPietra d'inciampo a Guido Borgioni residente a Centocelle in Via Tor De Schiavi 129, deportato il 4 gennaio 1944. Ucciso il 2 agosto 1944 nel castello di Hartheim
Vedi di piùGalleria artificiale di circa un chilometro realizzata meglio nota come "Metro di Mussolini", pensata dalla Stefer per collegare Centocelle al centro della città
Vedi di piùStazione della ex linea Roma-Fiuggi, fermata Centocelle (1927), attualmente utilizzata come scalo e deposito tram Roma-Parco di Centocelle
Vedi di piùIl Forte Prenestino fa parte del Campo Trincerato di Roma. Dal 1986 è occupato dal CSOA Forte Prenestino, che lo ha reso un polo di sperimentazione culturale e politica
Vedi di piùIl plesso Fausto Cecconi è la sede amministrativa e uno dei tre plessi, dell'Istituto Comprensivo Artemisia Gentileschi". In esso è presente la Scuola Primaria Statale. L'edificio è stato realizzato nel 1933
Vedi di piùPiazza centrale del quartiere di Centocelle, capolinea della linea Roma-Tor Pignattara-Centocelle, delle ferrovie Vicinali (1916)
Vedi di piùMonumento commemorativo a ricordo dei partigiani di diverse formazioni politiche uccisi dai nazifascisti e abitanti a Centocelle
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