
Roberto Forti, il partigiano liberato da Mauthausen
Quadraro vecchio
Indirizzo
via dei Ciceri 101
GPS
41.871450039668, 12.54751798325
Antifascista, partigiano della Resistenza romana, deportato politico nei lager nazisti e primo presidente dell’Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti (ANED).
Roberto Forti nasce a Roma nel 1905 e vive nel quartiere del Quadraro. Durante il regime fascista lavora come operaio e pittore edile maturando un forte orientamento antifascista, entrando in contatto con ambienti clandestini dell’opposizione al regime. Come molti militanti romani, è sorvegliato dalla polizia politica e partecipa alla rete di attività clandestine che si oppongono alla dittatura fin dal 1926. Nel 1941 viene arrestato con l’accusa di organizzazione comunista e condannato dal Tribunale Speciale l’11 marzo 1942 a 10 anni di reclusione. Sconta questa pena nel carcere di San Gimignano, dove resta fino alla caduta del regime fascista il 25 luglio 1943.
Dopo l’8 settembre 1943, Forti prende parte alla Resistenza armata, collaborando con gruppi partigiani attivi nella capitale, tra cui Lindoro Boccanera e Luigi Longo. Diviene fra gli organizzatori della Resistenza romana e membro del comando militare. Partecipa ad azioni contro militari e strutture dell’occupazione nazista e dei collaborazionisti fascisti, tra cui un attacco contro soldati tedeschi nella zona di via Fabio Massimo nel dicembre 1943.
Nel corso della repressione nazifascista contro la Resistenza romana è arrestato il 28 dicembre 1943 nella retata della polizia fascista contro i sorvegliati politici dei quartieri dell’VIII zona. Insieme a centinaia di sorvegliati politici, è detenuto alcuni giorni nel carcere di Regina Coeli per poi essere deportato in Germania il 4 gennaio 1944. Il convoglio, dopo un viaggio di diversi giorni attraverso l’Europa occupata, fa tappa nel campo di concentramento di Dachau.
Durante la permanenza a Dachau, Forti entra in contatto con altri deportati politici italiani, fra questi Fernando Nuccitelli, arrestato al Pigneto, e prende parte alle forme di solidarietà e organizzazione clandestina tra prigionieri, fondamentali per la sopravvivenza nel campo. Successivamente è trasferito nel Campo di concentramento di Mauthausen, destinazione di molti deportati politici provenienti dall’Italia.
Sopravvissuto alla deportazione e liberato nel 1945, nel dopoguerra Forti si impegna attivamente nella tutela della memoria dei deportati. E tra i promotori dell’Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti (ANED) e diviene il primo presidente della sezione romana, incarico che mantenne per molti anni. Muore a Roma nel 1999.
