Questo paesaggio descrive una mappa di comunità del patrimonio storico dell’Ecomuseo Casilino, mappa che è stata costruita nel tempo, attraverso un processo di negoziazione con i cittadini del territorio al fine di individuare quali risorse archeologiche facessero parte di un patrimonio collettivo, ovvero di un bene comune che chi vive ora il territorio intende salvaguardare e trasmettere alle generazioni future.
I quartieri dell’Ecomuseo Casilino appartengono – storicamente – alla prima fascia suburbana della città di Roma, quella che si articola a partire dalle Mura Aureliane, in particolare da Porta Maggiore e lungo le vie consolari Casilina, Prenestina e Tuscolana, fino a Porta Furba e all’anello tangenziale oggi definito da viale Palmiro Togliatti.
Per paesaggio storico s’intende quindi quell’insieme di risorse che rappresentano il patrimonio materiale – e che contiene l’immateriale – stratificatosi a partire dall’età moderna, in particolare dall’Unità d’Italia (e quindi dalla proclamazione a Capitale d’Italia della città di Roma), che ha registrato il processo di urbanizzazione e di sviluppo da area rurale a metropolitana.
Le risorse storiche si ergono come elementi di un paesaggio denso, stratificato, che evoca e racconta i processi storici che vanno dal Medioevo ai nostri giorni, mutando la destinazione dei luoghi, segnando le tappe di un processo di costruzione della storia locale e nazionale, come per il ‘900.
Risorse storiche – perché restituiscono la narrazione di eventi epocali, come gli insediamenti difensivi medievali dell’incastellamento, l’Unità d’Italia, la memoria della Grande Guerra, il regime fascista, l’evangelizzazione cattolica, la seconda guerra mondiale, il boom economico, la lotta per la conquista dei diritti civili, gli anni di piombo, fino alle grandi e complesse ridefinizioni della società contemporanea.
Per approfondire:
Sottopercorsi
Elenco delle risorse
Breve storia del Comprensorio Direzionale Casilino ed elenco dei casali, vigne e ville presenti in questo pezzo di Agro Romano Antico
Vedi di piùPietre d'inciampo a Italo e Spartaco Pula partigiani del Partito d'Azione, residenti a Centocelle in Via Ceccano 13 e via Ceprano 58. Trucidati alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944
Vedi di piùPietra d'inciampo a Paolo Renzi partigiano del Partito d'Azione, residente a Centocelle in Via Valmontone 37. Fucilato a Forte Bravetta il 31 gennaio 1944
Vedi di piùPietra d’inciampo a Giordano Sangalli, partigiano del partito comunista residente a Tor Pignattara in Via dell'Acqua Bullicante 137. Assassinato sul Monte Tancia il 7 aprile 1944
Vedi di piùTarga commemorativa a ricordo delle vittime civili deportate nei campi di concentramento e sterminio naziste del quartiere Prenestino
Vedi di piùEdicola commemorativa a ricordo di 2 partigiani di Bandiera Rossa uccisi dai nazifascisti e abitanti nel quartiere di Villa Certosa
Vedi di piùPietra d’inciampo ad Angelo Calafati, partigiano del partito comunista residente al Pigneto in Via Fortebraccio 25. Trucidato alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944
Vedi di piùTarghe commemorative a ricordo delle vittime civili e dei partigiani di diverse formazioni uccisi dai bombardamenti Alleati e dai nazifascisti abitanti nella borgata Gordiani
Vedi di piùPietra d’inciampo a Ferdinando Persiani, deportato il 4 gennaio 1944 e residente al Pigneto in Via Ettore Giovenale 95. Ucciso il 30 settembre 1944 nel Castello di Hartheim
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