
Everardo Luzi e l’assalto alle Officine Meccaniche Breda
Centocelle
Indirizzo
Via Valmontone 12
GPS
41.876364576234, 12.560506550254
Nasce a Roma il 26 novembre 1919 da Anna Luzi, primo di quattro fratelli: Gino, nato nel 1924, Liliana del 1929 e Lorenzo del 1932. Di professione è meccanico e sposato con Fresilli Silvana, di 6 anni più giovane, da cui non sembra avesse avuto figli al momento dell’arresto. Vive nella borgata di Centocelle, in via Valmontone 12, a poche case di distanza da quella di Paolo Renzi.
Allo scoppio della seconda guerra mondiale il suo nome è fra i primi mobilitati e risulta sotto le armi fino all’Armistizio dell’8 settembre 1943. Subito dopo l’occupazione nazifascista di Roma, Everardo fa parte del gruppo del Partito d’Azione comandato da Italo Pula, sotto la direzione di Andrea De Gasperis. Obiettivo di quelle prime settimane di Resistenza è quello di reperire armi e munizioni per armare la lotta di Liberazione. Per questa ragione il 28 settembre 1943 il gruppo di Italo Pula assalta il posto di custodia delle Officine Meccaniche Breda, uccidendo una sentinella tedesca. L’operazione porta alla raccolta di armi e munizioni, ma rappresenterà anche il principale capo d’accusa che porterà all’arresto dei membri del gruppo e poi alla condanna a sette anni di reclusione per Everardo, finiti con la fucilazione alle Fosse Ardeatine.
Il 12 gennaio 1944 infatti Everardo è sorpreso in piazza delle Camelie insieme ai compagni Italo e Spartaco Pula, Domenico Ricci e Aldo Ercoli. Con lui c’è anche il fratello minore Gino, che riesce a fuggire e a rendersi irreperibile fino a guerra conclusa.
Condotto con i compagni a via Tasso, segue il destino di tutti gli arrestati: la detenzione, le torture, il processo, la condanna, finendo nella lista dei 335 uomini fucilati alle Fosse Ardeatine.

