Sisto Quaranta, la memoria di pietra del rastrellamento del Quadraro

Sisto Quaranta, la memoria di pietra del rastrellamento del Quadraro


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Indirizzo

Via dei Ciceri 129

GPS

41.871963953461, 12.547465982556


Nasce a Roma e vive nel quartiere del Quadraro lavorando come elettricista.

All’alba del 17 aprile 1944, le truppe tedesche e la polizia fascista, sotto il comando del colonnello delle SS Herbert Kappler, circondano il quartiere dando inizio a una grande operazione repressiva nota come Operazione Balena, che culmina nel Rastrellamento del Quadraro.

Durante il rastrellamento vengono arrestati centinaia di uomini e ragazzi tra i 16 e i 55 anni. Tra questi c’era anche Sisto Quaranta, abitante in via Pietro Cuppari 67, oggi via dei Ciceri 129, che è deportato insieme ad centinaia di altri abitanti del quartiere.

Dopo l’arresto, i rastrellati sono trasferiti in diversi luoghi di detenzione in Italia e successivamente nel campo di concentramento di Campo di Fossoli, vicino Modena. Da lì sono deportati nei campi di lavoro del Terzo Reich e impiegati come lavoratori forzati nell’industria bellica e nelle infrastrutture militari. Sisto è trasferito e impiegato nel campo di Rhumspringe, nella Bassa Sassonia tedesca.

Come molti deportati civili italiani, Quaranta è costretto a sopportare condizioni di vita durissime: lavoro forzato, malnutrizione e violenze. La liberazione dei campi e l’arrivo degli Alleati permettono ai sopravvissuti di rientrare in Italia tra il 1945 e i mesi successivi alla fine della guerra. 


Il ritorno e l’impegno per la memoria

Dopo la guerra Sisto Quaranta torna a vivere a Roma. Negli anni successivi si impegna attivamente nella trasmissione della memoria storica, partecipando a incontri pubblici, iniziative culturali e attività con le scuole per raccontare l’esperienza della deportazione e il rastrellamento del Quadraro. Particolarmente importante è la sua testimonianza che ha rimesso in discussione il numero reale dei deportati del Quadraro. Secondo Sisto infatti la lista compilata da don Gioacchino Rey è in difetto, poiché il numero a lui assegnato al Campo di Fossoli è il 947. Sulla cifra tuttavia resta aperta una profonda discussione.

La sua memoria è per molti anni è una delle principali testimonianze viventi di quell’evento, contribuendo non solo a mantenere vivo il ricordo del drammatico evento, ma anche a porlo come punto chiave d’interpretazione dell’occupazione nazifascista a Roma.

Muore a Roma il 5 ottobre 2017, all’età di 93 anni. Con la sua scomparsa viene meno uno degli ultimi testimoni diretti della deportazione degli abitanti del Quadraro. 


Memoria pubblica

La figura di Sisto Quaranta è ricordata nel quartiere e nella città di Roma attraverso diverse iniziative di memoria:

  • un murale dedicato nel Quadraro realizzato nell’ambito del progetto di arte urbana M.U.Ro;
  • la pietra d’inciampo posta nel 2024 in via dei Ciceri 129, luogo in cui visse; 
  • numerosi incontri con studenti e cittadini in cui raccontò la sua esperienza di deportato.

Scheda realizzata da Ecomuseo Casilino