Adolfo Bonfanti, un fuggitivo del treno per la Germania

Adolfo Bonfanti, un fuggitivo del treno per la Germania


Paesaggio/Percorsi:
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Quartieri:
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Indirizzo

via Fausto Pesci 27

GPS

41.874286182823, 12.543120155878


Adolfo Bonfanti, romano, classe 1907 lavora fin da giovane come macellaio e abita con la moglie Fernanda Giovannoni nel vicino borghetto Alessandrino in via dell’Acquedotto Alessandrino 27 (oggi via Fausto Pesci). Nel febbraio 1943, all’età di 36 anni, viene richiamato alle armi “per esigenze militari di carattere nazionale” e arruolato nel 22° Reggimento Artiglieria Contraerei a Palermo, da cui è congedato poco dopo.

Dopo l’8 settembre 1943 Adolfo Bonfanti aderisce al Partito Socialista e svolge l’attività di sabotatore lungo la linea Roma-Cassino, insieme ai compagni di Brigata Gaetano Butera, Leonardo Butticè, Goffredo Romagnoli e Gastone Gori. Il 15 febbraio 1944 si trova insieme agli altri quattro compagni nei pressi della linea ferroviaria Roma-Cassino nell’operazione di sabotaggio alle linee telefoniche. Soltanto lui riesce a fuggire all’arresto, mentre i suoi compagni sono catturati, condotti a via Tasso finendo trucidati alle Fosse Ardeatine il 24 marzo.

Il 17 aprile 1944 è arrestato insieme a centinaia di uomini della borgata del Quadraro nell’Operazione Balena, nome in codice Unternehmen Walfisch”, condotta dalle SS tedesche comandate dal tenente colonnello delle SS Herbert Kappler. Vengono rastrellati oltre 700 uomini di età compresa tra i 16 e i 60 anni e avviati inizialmente nel campo di transito di Fossoli, per poi essere definitivamente impiegati in Germania per il servizio di lavoro coatto. Tra loro c’è anche Adolfo Bonfanti.

Il 2 maggio 1944, dopo un estenuante viaggio assieme agli altri rastrellati, Adolfo arriva a Fossoli dove riceve la matricola n.945. Il 24 maggio, con i suoi compagni di prigionia, viene avviato verso la Germania con un trasporto speciale, da cui riesce però a scappare. Nel tentativo di ritornare verso Roma, Adolfo in qualche modo entra in contatto con la 36^ Brigata Garibaldi Bianconcini, una formazione partigiana che combatte sull’Appennino tosco-romagnolo, in provincia di Ravenna. Tra il 10 e il 12 ottobre 1944, la brigata è protagonista di una battaglia cruenta nella valle di Purocielo contro i reparti nazifascisti che vogliono eliminare tutte le formazioni partigiane per rallentare l’avanzata degli Alleati. Il 12 ottobre Adolfo, nome di battaglia “il Romano”, muore combattendo nel tentativo di proteggere la ritirata dei suoi compagni a Brisighella.

Adolfo Bonfanti è fra i partigiani ricordati nel Sacrario dei Partigiani in piazza del Nettuno a Bologna e il suo nome si trova ancora scolpito su una lapide in via dei Lentuli e che recita “A.N.P.I. COMANDO 8^ ZONA AI MARTIRI DELLA LIBERTÀ – Romagnoli Goffredo, Gori Gastone, Butticè Leonardo, Butera Gaetano, Bonfanti Adolfo”.

Fonte: La ricerca è stata curata dallo storico Riccardo Sansone, autore della relazione per il conferimento della Medaglia d’oro al Valor civile al quartiere romano di Centocelle.

Scheda realizzata da Ecomuseo Casilino