Questo paesaggio descrive una mappa di comunità del patrimonio storico dell’Ecomuseo Casilino, mappa che è stata costruita nel tempo, attraverso un processo di negoziazione con i cittadini del territorio al fine di individuare quali risorse archeologiche facessero parte di un patrimonio collettivo, ovvero di un bene comune che chi vive ora il territorio intende salvaguardare e trasmettere alle generazioni future.
I quartieri dell’Ecomuseo Casilino appartengono – storicamente – alla prima fascia suburbana della città di Roma, quella che si articola a partire dalle Mura Aureliane, in particolare da Porta Maggiore e lungo le vie consolari Casilina, Prenestina e Tuscolana, fino a Porta Furba e all’anello tangenziale oggi definito da viale Palmiro Togliatti.
Per paesaggio storico s’intende quindi quell’insieme di risorse che rappresentano il patrimonio materiale – e che contiene l’immateriale – stratificatosi a partire dall’età moderna, in particolare dall’Unità d’Italia (e quindi dalla proclamazione a Capitale d’Italia della città di Roma), che ha registrato il processo di urbanizzazione e di sviluppo da area rurale a metropolitana.
Le risorse storiche si ergono come elementi di un paesaggio denso, stratificato, che evoca e racconta i processi storici che vanno dal Medioevo ai nostri giorni, mutando la destinazione dei luoghi, segnando le tappe di un processo di costruzione della storia locale e nazionale, come per il ‘900.
Risorse storiche – perché restituiscono la narrazione di eventi epocali, come gli insediamenti difensivi medievali dell’incastellamento, l’Unità d’Italia, la memoria della Grande Guerra, il regime fascista, l’evangelizzazione cattolica, la seconda guerra mondiale, il boom economico, la lotta per la conquista dei diritti civili, gli anni di piombo, fino alle grandi e complesse ridefinizioni della società contemporanea.
Per approfondire:
Sottopercorsi
Elenco delle risorse
Pietra d’inciampo a Fernando Nuccitelli, deportato il 4 gennaio 1944 e residente al Pigneto in Via Romanello da Forlì 34. Ucciso il 23 marzo 1944 a Ebensee
Vedi di piùPietra d’inciampo a Antonio Atzori, deportato il 4 gennaio 1944 e residente al Pigneto in Via Ascoli Piceno 18. Ucciso il 15 febbraio 1945 a Ebensee
Vedi di piùStatua commemorativa per le vittime del rastrellamento del Quadraro presso il parco pubblico 17 aprile 1944
Vedi di piùGioacchino Rey nacque a Lenola (LT) il 26 luglio 1888 e fu ordinato sacerdote a Gaeta il 19 luglio 1914. Pochi mesi dopo fu nominato cappellano militare con il grado di Tenente e prestò servizio come aggregato ai reparti sanitari. Durante il bombardamento del fronte di Monte Asolone – nella…
Vedi di piùTarga commemorativa a ricordo dei partigiani del PSI – Banda Basilotta, uccisi dai nazifascisti e abitanti nel quartiere del Quadraro
Vedi di piùTarga commemorativa a ricordo degli operai e impiegati nel servizi pubblici autoferrotramvieri di zona e uccisi dai nazifascisti
Vedi di piùPietra d’inciampo a Eldio Del Vecchio, residente al Quadraro in via dei Lentuli 60. Deportato il 17 aprile 1944 e ucciso il 28 marzo 1945
Vedi di piùTarga commemorativa a ricordo dei partigiani appartenenti alle due formazioni comuniste del PCI e Bandiera Rossa uccisi dai nazifascisti e abitanti nei quartieri di Tor Pignattara, Marranella e Certosa
Vedi di piùTarga commemorativa a ricordo di padre Raffaele Melis, parroco della chiesa di Sant'Elena in via Casilina, ucciso durante il bombardamento Alleato del 13 agosto 1943
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