Questo paesaggio descrive una mappa di comunità del patrimonio antropologico dell’Ecomuseo Casilino, mappa che è stata costruita nel tempo, attraverso un processo di negoziazione con i cittadini del territorio al fine di individuare quali risorse archeologiche facessero parte di un patrimonio collettivo, ovvero di un bene comune che chi vive ora il territorio intende salvaguardare e trasmettere alle generazioni future.
Il paesaggio del patrimonio antropologico dell’Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros è difficile da definire in quanto deve tener conto e comporsi delle tante vite e delle tante storie che nel tempo si sono sedimentate nello spazio trasformandolo in luogo. Un luogo controverso ma vitale, dalla storia densa, eterogenea ma capace negli ultimi anni di un rinnovamento che poche altre periferie della Capitale sono state capaci di inventare, senza dimenticare il passato, ma anzi facendone tesoro per fare un salto in un futuro che ha portato questo pezzo di Roma, un tempo marginale, nel mondo.
Un mondo non solo geografico, composto da molte realtà culturali diverse legate alle migrazioni storicizzate e recenti di uomini e donne che qui hanno fondato la loro nuova casa, ma anche il mondo della creatività, delle proposte culturali, delle sperimentazioni, dell’arte.
La nostra mappatura – tutt’altro che definitiva – intende far conoscere la ricchezza complessa dei luoghi e delle storie che compongono un territorio capace negli ultimi anni di un rinnovamento che lo ha portato a diventare un laboratorio di convivenza tra provenienze, storie e fedi religiose diverse.
Allo stesso tempo vuole favorire un’esperienza di immersione in un patrimonio culturale, materiale e immateriale, di un territorio di frontiera da scoprire nei particolari del presente, nelle sue pieghe ibride degli spazi vissuti, così come negli sguardi sedimentati della storia
L’idea è quella di sviluppare una visione articolata, che favorisca un dialogo di conoscenza con le diverse identità e voci, fluide, diasporiche e storiche, che si sono definite in questo luogo plurale, dove convivono vecchi e nuovi abitanti, spazi, pratiche.
Per approfondire:
Sottopercorsi
Elenco delle risorse
Parrocchia eretta il 17 marzo 1956 con decreto del Cardinale Vicario Clemente Micara e affidata alla Compagnia di Maria (Padri Monfortani). Il complesso parrocchiale è opera dell'architetto Carlo Stopponi
Vedi di piùParrocchia eretta il 28 marzo 1963 con decreto del Cardinale Vicario Clemente Micara e affidata al Clero diocesano di Roma. Il complesso parrocchiale è opera dell'architetto Francesco Fornari.
Vedi di piùParrocchia eretta l'8 giugno 1962 con decreto del Cardinale Vicario Clemente Micara e affidata alla Congregazione dei Figli della Sacra Famiglia Il complesso parrocchiale è opera di don Giancarlo Cevenini e Mario Fusacchia
Vedi di piùParrocchia eretta il 17 luglio 1954 con decreto del Cardinale Vicario Clemente Micara e affidata al Clero diocesano di Roma. l complesso parrocchiale è opera dell'architetto Giorgio Guidi
Vedi di piùParrocchia eretta il 16 luglio 1960 con decreto del Cardinale Vicario Clemente Micara e affidata ai Missionari di San Carlo (Scalabriniani)
Vedi di piùParrocchia eretta il 7 ottobre 1952 con decreto del Cardinale Vicario Clemente Micara e affidata al Clero diocesano di Roma. l complesso parrocchiale è opera dell'architetto Giuseppe Zander.
Vedi di piùParrocchia eretta il 2 gennaio 1956 con decreto del Cardinale Vicario Clemente Micara e affidata al Clero diocesano di Roma. l complesso parrocchiale è opera degli architetti Lucio e Vincenzo Passarelli
Vedi di piùParrocchia eretta il 10 dicembre 1981 con decreto del Cardinale Vicario Ugo Poletti e attualmente affidata al Clero diocesano di Roma. Il complesso parrocchiale è opera dagli architetti Ernesto Vichi e Aldo Aloysi.
Vedi di piùIl Forte Prenestino fa parte del Campo Trincerato di Roma. Dal 1986 è occupato dal CSOA Forte Prenestino, che lo ha reso un polo di sperimentazione culturale e politica
Vedi di più