Questo paesaggio descrive una mappa di comunità del patrimonio antropologico dell’Ecomuseo Casilino, mappa che è stata costruita nel tempo, attraverso un processo di negoziazione con i cittadini del territorio al fine di individuare quali risorse archeologiche facessero parte di un patrimonio collettivo, ovvero di un bene comune che chi vive ora il territorio intende salvaguardare e trasmettere alle generazioni future.
Il paesaggio del patrimonio antropologico dell’Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros è difficile da definire in quanto deve tener conto e comporsi delle tante vite e delle tante storie che nel tempo si sono sedimentate nello spazio trasformandolo in luogo. Un luogo controverso ma vitale, dalla storia densa, eterogenea ma capace negli ultimi anni di un rinnovamento che poche altre periferie della Capitale sono state capaci di inventare, senza dimenticare il passato, ma anzi facendone tesoro per fare un salto in un futuro che ha portato questo pezzo di Roma, un tempo marginale, nel mondo.
Un mondo non solo geografico, composto da molte realtà culturali diverse legate alle migrazioni storicizzate e recenti di uomini e donne che qui hanno fondato la loro nuova casa, ma anche il mondo della creatività, delle proposte culturali, delle sperimentazioni, dell’arte.
La nostra mappatura – tutt’altro che definitiva – intende far conoscere la ricchezza complessa dei luoghi e delle storie che compongono un territorio capace negli ultimi anni di un rinnovamento che lo ha portato a diventare un laboratorio di convivenza tra provenienze, storie e fedi religiose diverse.
Allo stesso tempo vuole favorire un’esperienza di immersione in un patrimonio culturale, materiale e immateriale, di un territorio di frontiera da scoprire nei particolari del presente, nelle sue pieghe ibride degli spazi vissuti, così come negli sguardi sedimentati della storia
L’idea è quella di sviluppare una visione articolata, che favorisca un dialogo di conoscenza con le diverse identità e voci, fluide, diasporiche e storiche, che si sono definite in questo luogo plurale, dove convivono vecchi e nuovi abitanti, spazi, pratiche.
Per approfondire:
Sottopercorsi
Elenco delle risorse
Parrocchia eretta l'11 ottobre 1932 con decreto del Cardinale Vicario Francesco Marchetti Selvaggiani e affidata al Padri Pavoniani. l complesso parrocchiale è opera dell'architetto Tullio Rossi
Vedi di piùMausoleo dedicato a Sant'Elena posto al III miglio dell'antica via Labicana (oggi Casilina). Detto anche Torre Pignattara è il simbolo del quartiere di Tor Pignattara a cui dà il nome.
Vedi di piùRealizzata a partire dalla fine dell'800, la borgata della Marranella è uno dei primi insediamenti spontanei dell'area di Tor Pignattara, alla sinistra di via Casilina, lungo il Fosso omonimo. La piazza funge da porta simbolica di ingresso nel patrimonio antropologico di Tor Pignattara, condensando la complessità, le travagliate trasformazioni e le risorse espresse dal quartiere
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