Chiesa cristiano-cattolica San Giuseppe Cafasso

Chiesa cristiano-cattolica San Giuseppe Cafasso


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Indirizzo

Via Camillo Manfroni, 2, 00177 Roma RM

GPS

41.873097116151, 12.545434734792

Telefono


Origini della parrocchia

La parrocchia è stata eretta il 16 luglio 1960 con il decreto Utilitati bonoque del Cardinale Vicario Clemente Micara ed affidata prima agli Oblati di San Giuseppe di Asti, poi al Clero diocesano di Roma e infine ai Missionari di San Carlo (Padri Scalabriniani).

Il territorio è stato desunto da quello delle parrocchie dei Santi Marcellino e Pietro ad duas lauros e di Santa Maria del Buon Consiglio.

Fonte web: Scheda della Diocesi di Roma

La chiesa e il complesso parrocchiale

È stata costruita nel 1966 dagli architetti Mario Paniconi e Giulio Pediconi, progettisti anche della chiesa di San Felice da Cantalice. L’edificio è di forma quadrata. L’esterno, in mattoni di tufo, è scandito da fasce verticali in cemento armato; il tetto non ha cuspidi e l’entrata è preceduta da uno stilizzato portico sormontato da una grande croce. La chiesa è affiancata da una struttura in cemento, formata da quattro pilastri, funzionante come campanile.  Grazie alla presenza delle finestre del cleristerio, la parte superiore del tetto sembra levitare sull’edificio ed è sostenuta da quattro grandi pilastri. Il progetto è frutto dell’influenza della chiesa di San Patrizio a Kilsyth, di Gillespie, Kidd e Coia. Rispetto a questa chiesa, tuttavia, qui sono stati impiegati tufo e peperino locali.

Il Santo titolare San Giuseppe Cafasso

San Giuseppe Cafasso

Ritratto di San Giuseppe Cafasso

Giuseppe Cafasso nasce in una famiglia contadina a Castelnuovo d’Asti nel 1811 e l’ordinazione sacerdotale avviene a Torino nel 1834. Trascorre la vita nel convitto ecclesiastico del capoluogo piemontese, di cui diventa direttore. Compaesano e padre spirituale di Don Giovanni Bosco (1815-1888), don Cafasso si contraddistingue non solo per l’insegnamento al seminario maggiore di Torino ma anche per la dolcezza e la serenità che sa trasmettere alla gente. Diviene così familiare tra i suoi concittadini che gli viene offerto di presentarsi alla Camera del Regno, ma Cafasso rifiuta. “Nel giorno del giudizio – commenta – il Signore mi chiederà se sono stato un buon prete e non un buon deputato”. Ciò che lo interessa è la figura del vero pastore con una ricca vita interiore e un profondo zelo nella cura pastorale: fedele alla preghiera, impegnato nella predicazione, dedito alla celebrazione dell’Eucarestia e al ministero della Confessione.

San Giuseppe Cafasso cerca quindi di realizzare questo modello nella formazione dei giovani sacerdoti, affinché, a loro volta, siano formatori di altri preti, religiosi e laici. Un lascito che a Torino, e non solo, si tramanda nel tempo, come testimonia la profonda devozione al Santo, morto in città il 23 giugno 1860, all’età di 49 anni. Le sue spoglie riposano al Santuario della Consolata.

Scheda (a cura di) Rita Randolfi, in collaborazione con Ecomuseo Casilino

Opening Hours

Lunedì

8:30-19

Martedì

8:30-19

Mercoledì

8:30-19

Giovedì

8:30-19

Venerdì

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Sabato

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Domenica

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