Angelo Galafati, un garofano rosso all'occhiello

Angelo Galafati, un garofano rosso all’occhiello


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Indirizzo

Via Fortebraccio 25, Roma

GPS

41.889790199667, 12.529269374814


Nasce a Civitella D’Agliano, in provincia di Viterbo, il 31 agosto 1897, da Giovanni e Maria Pettinelli, che svolgono l’attività di contadini. Giovanissimo è mandato al fronte nella Grande Guerra, dove è decorato della Medaglia d’argento al valor militare. Tornato dal fronte al suo paese di origine, Angelo conosce i soprusi del fascismo a pochi mesi dalla marcia su Roma. Nel 1923 suo fratello viene picchiato da un gruppo di camicie nere perché porta un garofano rosso all’occhiello. Angelo intervenie per difendere il fratello e da quel momento diventò entrambi oggetto di persecuzione politica a tal punto da costringere Angelo a trasferirsi a Roma, insieme alla moglie Giacinta e un figlio appena nato. Trova un impiego come meccanico presso le Officine dei trambus in via Prenestina e un’abitazione in via Fortebraccio, nell’attuale quartiere del Pigneto. L’impiego presso l’azienda comunale non dura molto: il licenziamento arriva come conseguenza del rifiuto di Angelo di iscriversi al partito fascista. Senza lavoro e con sette figli da mantenere, Angelo trascorre parecchio tempo impegnandosi in lavori saltuari, finendo per trovare impiego nell’edilizia, come molti immigrati di allora.

Angelo Galafati, foto tratta dal sito www.mausoleofosseardeatine.it

Angelo è un antifascista convinto per tutto il periodo del regime e aderisce al Movimento comunista d’Italia subito dopo l’8 settembre 1943, entrando a far parte della Banda Demetrio, che opera nelle borgate di Primavalle e del Forte Boccea, in stretto contatto con il suo paese di origine. La sua casa entra immediatamente nella rete di solidarietà con i soldati Alleati fuggiti dai campi di prigionia tedesca, ospitando militari polacchi, francesi e inglesi. Forse proprio la delazione di uno di essi porta i fascisti della banda di Pietro Koch a casa di Angelo, la sera del 13 (o 14) marzo 1944, lo stesso giorno in cui a Tor Pignattara le SS di Kappler decapitano i Gap di zona. Nell’abitazione di via Fortebraccio n° 25 insieme ad Angelo vengono arrestati quattro soldati russi (probabilmente polacchi), un belga e un francese.

Abitazione di Angelo Galafati in via Fortebraccio n°25

Detenuto a Regina Coeli, è assassinato dalle SS il 24 marzo 1944 alle Fosse Ardeatine.

Di fronte alla sua casa è possibile trovare, oltre alla pietra d’inciampo, una targa commemorativa e un totem descrittivo.

 


Scheda realizzata da Ecomuseo Casilino

 

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