La Resistenza nella borgata Gordiani

La Resistenza nella borgata Gordiani


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Indirizzo

via dei gordiani 349 roma

GPS

41.888568530408, 12.554032525799


Sul muro dell’oratorio della chiesa di Santa Maria della Misericordia in via dei Gordiani 349 si trovano due targhe di marmo.

Due giovani amici e la strage delle Fosse Ardeatine

Partendo da quella di destra, troviamo un quartetto di nomi, due dei quali ricordati anche nella targa di piazza della Marranella a Tor Pignattara. Si tratta di Otello Valesani e Ilario Canacci, entrambi fucilati alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944.

Otello Valesani era un giovane calzolaio di 19 anni, con una gamba paralizzata fin dall’infanzia, per cui aveva subìto otto operazioni, mentre, a causa della pleurite, era stato operato per ben due volte, subendo l’asportazione di due costole. Le precarie condizioni fisiche di Otello gli valsero così la riforma dal servizio militare.

All’indomani dell’8 settembre Otello entra nella formazione locale aderente a Bandiera Rossa “Banda Gordiani-Quarticciolo” al comando di Cosimo Albanese. Come molti giovani della zona, è impiegato soprattutto in azioni di reperimento di armi e munizioni presso gli aeroporti di Centocelle e di Ciampino e i Forti Casilina e Prenestina.

La sorte di Otello è legata a quella di Ilario Canacci, un giovanissimo cameriere di 17 anni dell’Hotel Pace Elvezia in via 4 novembre, anche lui abitante nella borgata Gordiani insieme alla sua numerosa famiglia. Più grande di 4 figli (due maschi e due femmine), alla morte del padre nel 1939 era divenuto di fatto il capofamiglia. La giornata di Ilario cominciava la mattina all’alba, quando consegnava il pane per conto di un forno di zona. La sorella Anna Maria, in una testimonianza conservata nel fascicolo personale depositato presso l’Anfim (Associazione nazionale famiglie italiane martiri), racconta che Ilario era un ragazzo allegro, generoso e che molti chiamavano “fornaretto“, proprio per la sua attività di consegna del pane. Qualche tempo dopo Ilario lasciò la sua attività presso il forno e venne assunto come secondo cameriere all’Hotel Pace Helvezia.

Nella serata del 19 febbraio 1944 Otello Valesani bussa alla baracca (questo era il termine che si usava per indicare i padiglioni delle case di borgata costruite dal fascismo) di Ilario Canacci e lo convince a seguirlo, nonostante il ragazzo sia stanco e assonnato. Bisogna sabotare una postazione antiaerea tedesca presso l’aeroporto di Ciampino. Poco dopo la mezzanotte il gruppo di giovani sabotatori viene sorpreso dai militari tedeschi. Alcuni riescono a fuggire, ma Otello resta indietro, trascinando la sua gamba paralizzata, e viene arrestato. Probabilmente Ilario rallenta la sua fuga per aiutare l’amico. Nelle settimane di detenzione, fra via Tasso e Regina Coeli, entrambi scrivono alle loro mamme: Otello invia dal carcere di via Tasso un primo biglietto, raccontando di aver “molto sofferto” e chiedendo un interessamento dei familiari, a cui segue una seconda breve lettera da Regina Coeli. Ilario invia alla mamma la raccomandazione di non preoccuparsi, di restare serena che presto avrebbe fatto ritorno. Entrambi sono fucilati alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944.

Carlo Luchetti

Carlo Luchetti ha 53 anni quando viene arrestato. E’ nato a Roma il 29 luglio 1890, ed esercita la professione di “stagnaro“, che a Roma vuol dire “idraulico“. E’ sposato con Isabella e ha 6 figli

Con la sua numerosa famiglia è approdato alla borgata Gordiani nei primi anni Trenta, e occupa la baracca 796. Anche lui è entrato nelle file di Bandiera Rossa quasi subito, svolgendo attività di propaganda tramite opuscoli e giornali e fu attivo nell’organizzazione delle squadre di sabotatori presso gli aeroporti di Centocelle e Ciampino e lungo le due consolari Casilina e Tuscolana. La sera del 29 novembre 1943 Carlo Luchetti e suo figlio Giovanni vengono arrestati mentre sono impegnati in un’azione di sabotaggio lungo la via Tuscolana, insieme ad altri compagni. In particolare stanno tagliando 300 metri di filo telefonico fra due posti di blocco tedeschi. Viene processato e condannato a morte, recluso nel carcere di Regina Coeli e fucilato alle Fosse Ardeatine. Di suo figlio Giovanni non si hanno informazioni

Ugo Codani

Sulla targa, accanto al suo nome, è riportata la motivazione e la data della sua morte: fucilato il 24 settembre 1943, forse confuso con Augo Codani, un giovanissimo di 16 anni ucciso in quei giorni di settembre. Ugo Codani invece sembra abbia fatto parte di un gruppo di sabotatori appartenente a Bandiera Rossa e più volte presente nelle azioni di sabotaggio negli aeroporti di Centocelle e Ciampino.  La motivazione espressa per il conferimento della Medaglia d’Argento alla memoria nel 1957 rimanda ad un evento accaduto il 15 febbraio 1944 presso l’aeroporto di Centocelle. Qui Ugo sarebbe stato ucciso dai soldati tedeschi mentre copre la ritirata degli altri compagni, che hanno tentato di distruggere un deposito di munizioni e incendiato dei velivoli.

Qui di seguito si riporta la motivazione che accompagna il conferimento della Medaglia d’Argento:

Subito dopo l’armistizio, con pronta decisione, partecipava alla lotta di liberazione segnalandosi a capo di una pattuglia di sabotatori, per iniziativa ed ardimento. Penetrato con pochi compagna nell’aeroporto di Centocelle e fatto segno al fuoco dei tedeschi di guardia, riusciva ugualmente a farsi sotto ad alcuni apparecchi, incendiandone tre. ferito, si attardava a coprire col fuoco della propria arma automatica la ritirata dei suoi, sino a che, nuovamente colpito, cadeva da prode sul campo, fronte al nemico.

Carmine Fusilli

Infine di Carmine Fusilli non si hanno ad oggi informazioni. Non risulta fra le 335 vittime delle Fosse Ardeatine. 

Scheda realizzata da Ecomuseo Casilino

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