Category: Percorsi: l'odonomastica di Tor Pignattara

L’origine toponomastica del nome Tor Pignattara è riconducibile alla presenza delle pignatte, elemento edilizio con funzione di alleggerimento della volta del mausoleo funebre che ospitò le spoglie dell’Augusta Imperatrice Elena, madre di Costantino, dal 329 all’XI secolo d.C.. L’uso di cementificare anfore di terracotta nelle pareti delle volte è una consuetudine dell’architettura greca e medio-orientale, giunta a Roma nel IV secolo d.C., proprio in epoca costantiniana. Di qui l’antica definizione della lingua volgare di Torre delle Pignatte per indicare il mausoleo imperiale eleniano, poi esteso all’area circostante diventando Tor Pignattara. Il toponimo è reso graficamente con due termini distinti, dove Tor ha funzione di sostantivo e Pignattara di aggettivo qualificativo. Sono in epoca recente – a partire dalla seconda metà del ‘900 – compare il toponimo reso come termine unico, ovvero Torpignattara, distorsione ideologica che sottintende sia la perdita del significato originario – un mausoleo che divenne accastellamento già dall’VIII secolo d.C. e quindi ebbe scopo difensivo – sia un riferimento all’errata definizione di borgata, che assunse il quartiere come stigma sociale nel secondo dopoguerra. La toponomastica restituisce anche una sotto articolazione di Tor Pignattara in altre 2 aree: La Marranella a sinistra della via Casilina – che ricorda la presenza del fiume, oggi interrato nel collettore fognario che si snoda sotto via di Tor Pignattara e via dell’Acqua Bullicante, prodotto della deviazione dell’acqua mariana – e La Certosa (raramente indicata come Villa Certosa) a destra della via Casilina – che deve il suo nome alla presenza del Casale degli Angeli o Villa Certosa, ancora oggi visibile al civico 222 della via Casilina. A queste si vanno aggiungendo oggi altre sottoaree, come i Villini Santa Maria – complesso omogeneo che si estende alla sinistra di via Casilina fino a Via Teano e che coincide con le aree occupate dalla città-giardino P.A.R.C.A. – che devono il nome alla parrocchia di Santa Maria Mediatrice in via Cori 4 e Villa De Sanctis, sempre sulla sinistra di via Casilina, che ambisce a sostituire anche il toponimo di Casilino 23. Ma penetrando nelle trame delle strade e delle piazze del quartiere, l’odonomastica restituisce il pensiero originario che disegnò quest’area. Sulla sinistra della via Casilina le intitolazioni rimandano all’antica connessione fra la città-giardino della Cooperativa Termini e la Marranella, con la continuità nella presenza dei geografi. Più avanti, dopo piazza della Marranella, le strade decumane rimandano ai paesi della Ciociaria che il cardo casilino connette con Roma, rimandando agli scambi commerciali del passato agricolo dell’antico insediamento. Sulla destra della via Casilina l’odonomastica riconduce al disegno originario di un un’area con infrastrutture militari preesistenti: la Batteria di Porta Furba, il Forte Casilina e l’Aeroporto di Centocelle. A fare da asse centrale qui è via di Tor Pignattara, con a destra il reticolato delle strade intitolate agli architetti militari e, a sinistra, quelle che ricordano gli aviatori, rimandando a un disegno iniziale di vera e propria cittadella militare. Per approfondire S. Ficacci, Roma oltre le Mura. Il comprensorio Casilino da campagna ad area metropolitana, Carocci 2021.

L’origine toponomastica del nome Tor Pignattara è riconducibile alla presenza delle pignatte, elemento edilizio con funzione di alleggerimento della volta del mausoleo funebre che ospitò le spoglie dell’Augusta Imperatrice Elena, madre di Costantino, dal 329 all’XI secolo d.C.. L’uso di cementificare anfore di terracotta nelle pareti delle volte è una consuetudine dell’architettura greca e medio-orientale, giunta a Roma nel IV secolo d.C., proprio in epoca costantiniana. Di qui l’antica definizione della lingua volgare di Torre delle Pignatte per indicare il mausoleo imperiale eleniano, poi esteso all’area circostante diventando Tor Pignattara. Il toponimo è reso graficamente con due termini distinti, dove Tor ha funzione di sostantivo e Pignattara di aggettivo qualificativo. Sono in epoca recente – a partire dalla seconda metà del ‘900 – compare il toponimo reso come termine unico, ovvero Torpignattara, distorsione ideologica che sottintende sia la perdita del significato originario – un mausoleo che divenne accastellamento già dall’VIII secolo d.C. e quindi ebbe scopo difensivo – sia un riferimento all’errata definizione di borgata, che assunse il quartiere come stigma sociale nel secondo dopoguerra.

La toponomastica restituisce anche una sotto articolazione di Tor Pignattara in altre 2 aree: La Marranella a sinistra della via Casilina – che ricorda la presenza del fiume, oggi interrato nel collettore fognario che si snoda sotto via di Tor Pignattara e via dell’Acqua Bullicante, prodotto della deviazione dell’acqua mariana – e La Certosa (raramente indicata come Villa Certosa) a destra della via Casilina – che deve il suo nome alla presenza del Casale degli Angeli o Villa Certosa, ancora oggi visibile al civico 222 della via Casilina. A queste si vanno aggiungendo oggi altre sottoaree, come i Villini Santa Maria – complesso omogeneo che si estende alla sinistra di via Casilina fino a Via Teano e che coincide con le aree occupate dalla città-giardino P.A.R.C.A. – che devono il nome alla parrocchia di Santa Maria Mediatrice in via Cori 4 e Villa De Sanctis, sempre sulla sinistra di via Casilina, che ambisce a sostituire anche il toponimo di Casilino 23.

Ma penetrando nelle trame delle strade e delle piazze del quartiere, l’odonomastica restituisce il pensiero originario che disegnò quest’area. Sulla sinistra della via Casilina le intitolazioni rimandano all’antica connessione fra la città-giardino della Cooperativa Termini e la Marranella, con la continuità nella presenza dei geografi. Più avanti, dopo piazza della Marranella, le strade decumane rimandano ai paesi della Ciociaria che il cardo casilino connette con Roma, rimandando agli scambi commerciali del passato agricolo dell’antico insediamento.

Sulla destra della via Casilina l’odonomastica riconduce al disegno originario di un un’area con infrastrutture militari preesistenti: la Batteria di Porta Furba, il Forte Casilina e l’Aeroporto di Centocelle. A fare da asse centrale qui è via di Tor Pignattara, con a destra il reticolato delle strade intitolate agli architetti militari e, a sinistra, quelle che ricordano gli aviatori, rimandando a un disegno iniziale di vera e propria cittadella militare.

Per approfondire

S. Ficacci, Roma oltre le Mura. Il comprensorio Casilino da campagna ad area metropolitana, Carocci 2021.


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