
Carlo della Rocca, l’eroe dei Dardanelli
Paesaggio urbanistico / Percorsi: il Quartiere degli Aviatori / Percorsi: l’odonomastica di Tor Pignattara
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Tor Pignattara
Indirizzo
via Carlo della Rocca, Roma
GPS
41.877536256258, 12.543826605236
Carlo della Rocca nasce a Roma il 16 maggio 1883. Dei suoi studi come della sua carriera non si hanno molte notizie. Di certo entra giovanissimo nella Regia Marina e partecipa alla guerra italo-turca del 1911-1912, ottenendo il grado di sottotenente di vascello. Imbarcato sulla torpediniera “Centauro” comandata dal 1° Tenente di vascello Italo Moreno, Carlo si trova nel 1912 proiettato nel nuovo scenario bellico del secondo fronte italiano: quello aperto nel Mar Egeo, per muovere guerra al cuore dell’Impero Ottomano, apparso debole e politicamente poco stabile. Suoi compagni di avventura sono l’altro sottotenente di Vascello Ugo Rossini e il tenente macchinista Luigi Ricciardi.
Alla fine del febbraio del 1912 si apre il fronte dell’Egeo per la conquista dell’arcipelago del Dodecaneso: diventa quindi di vitale importanza per una soluzione rapida dello scontro il controllo dello stretto dei Dardanelli. Ma la natura del passaggio non consente l’uso dei potenti ma ingombranti incrociatori Giuseppe Garibaldi e Francesco Ferruccio, né delle corazzate Benedetto Brin, Ammiraglio di Saint Bon, Emanuele Filiberto e Regina Margherita. Meglio sarebbe l’impiego delle torpediniere della 3a Squadriglia, le veloci Spica, Perseo, Centauro, Astore e Climene, tutte agli ordini del Capitano di vascello Enrico Millo. Alle 22:30 del 18 luglio le torpediniere si portano all’imbocco dei Dardanelli e, due ore dopo, inizia il cannoneggiamento. Nonostante il danneggiamento di 3 torpediniere la flotta arriva fino alla costa di Kilid Bar.
La battaglia dei Dardanelli è salutata in patria come una vittoria determinante per le sorti della guerra. Tutti i militari partecipanti ottengono decorazioni al merito. Carlo è decorato con la Medaglia d’argento con la seguente motivazione d’encomio (identica per tutti i partecipanti all’impresa):
Imbarcato su di una silurante partecipò ad una difficile spedizione notturna adempiendo ai suoi incarichi con coraggio e noncuranza del pericolo, completamente esposto all’inteso fuoco nemico.
La Grande Guerra
La prima guerra mondiale lo trova ancora arruolato nella Regia Marina. Nel 1915 viene assegnato alla Stazione Idrovolanti dell‘isola di Sant’Andrea, nella laguna veneziana. Comandante della stazione è il tenente di vascello Giuseppe Miraglia, coetaneo di Carlo Della Rocca, e anche lui reduce dalla guerra italo-turca. Una guerra che ha segnato profondamente il destino di centinaia di soldati, soprattutto marinai e di cavalleria, che hanno preso contatto con le prime esperienze di volo proprio in Libia. Il 21 dicembre di quell’anno Miraglia precipita proprio nella laguna veneziana, lasciando il comando della stazione e della Squadriglia Idrovolanti a Carlo.
Delle attività di Carlo Della Rocca durante la guerra non si hanno molte informazioni, praticamente fino alla sua morte, avvenuta il 31 maggio 1918 durante il collaudo di un grande idrovolante, precipitando in mare nella tratta Varese-La Spezia.
Curiosità: Carlo della Rocca è citato da Gabriele D’Annunzio ne Il notturno (1916)
Scheda realizzata da Ecomuseo Casilino
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