
Beniamino Costantini, o meglio Bartolomeo
Paesaggio urbanistico / Percorsi: il Quartiere degli Aviatori / Percorsi: l’odonomastica di Tor Pignattara
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Tor Pignattara
Il suo nome è Bartolomeo, non Beniamino, che è un evidente errore di trascrizione nella delibera comunale d’intitolazione della strada.
Nasce a Vittorio Veneto il 14 febbraio 1889. Nella guerra italo-turca del 1909 per la conquista della Libia, Bartolomeo è arruolato nel Genio ferrovieri come ufficiale, chiedendo di essere assegnato al Battaglione Aviatori e conseguendo il brevetto ad Aviano, nel 1912. Bartolomeo ha due passioni: il volo e le automobili, esperienze entrambe davvero pionieristiche per quell’epoca. E infatti, congedato, Bartolomeo partecipa a numerose corse automobilistiche, fino allo scoppio della Prima guerra mondiale. Richiamato alle Armi è assegnato alla 78a Squadriglia caccia e, dal 1917 entra a far parte della prestigiosa 91a Squadriglia, detta degli Assi, comandata da Francesco Baracca. Ha il grado di Capitano, vola nel suo biposto con il principe Fulco Ruffo di Calabria (che sostituirà Baracca dopo la sua morte) e ha già conseguito le sue prime vittorie. Il 26 ottobre arriva la sua prima vittoria in solitaria, con l’abbattimento di un Aviatik sopra Castel Monte (TV). Sarà proprio Bartolomeo a ritrovare i resti dell’aereo di Francesco Baracca, nel giugno del 1918, abbattuto sui cieli di Nervosa (TV).
La carriera come pilota automobilistico
Decorato con 2 Medaglie d’Argento al Valore Militare, si congeda dalla vita militare dopo la guerra, tornando alla passione per le automobili. Inizia la sua carriera nelle scuderie automobilistiche, arrivando a vincere la prestigiosa Coppa Florio nel 1926, correndo per la scuderia Bugatti, dove lavora come collaudatore e primo pilota. L’anno successivo è nominato direttore sportivo della Bugatti, vincendo per tre anni consecutivi e contribuendo alla consacrazione di una delle prime leggende dell’automobilismo, il pilota francese Albert Divo.
Nel 1939 Enzo Ferrari lo chiama a ricoprire la carica di direttore sportivo dell’Alfa Romeo. Bartolomeo lavora per costruire una squadra tecnica e sportiva nuova, affidandosi al giovane pilota, conosciuto nella scuderia Bugatti, Clemente Biondetti, con cui vince la Coppa Acerbo.
Muore a Milano il 19 luglio 1941.
Curiosità: Bartolomeo, detto Meo, Costantini è incluso nella prestigiosa lista dei 42 Assi dell’Aeronautica Italiana.
Scheda realizzata da Ecomuseo Casilino
