Category: Percorsi: archeologia Labicana

L’antica via Labicana – dal Medioevo in parte ridefinita e soppiantata dall’attuale via Casilina – rappresenta uno degli assi storici più significativi di Roma, un tracciato che attraversa la città mettendo in relazione il centro storico con i quartieri sud-orientali, in un dialogo continuo tra stratificazioni antiche e trasformazioni contemporanee. La sua rilevanza non è soltanto storica o urbanistica, ma profondamente culturale: Via Labicana si configura oggi come uno spazio di attraversamento, di relazione e di produzione di significati, capace di raccontare la complessità della città nel tempo lungo. Di origine romana, la via si inseriva nel sistema delle strade consolari che connettevano Roma al territorio circostante, prendendo il nome dall’antica Labicum (oggi Labico o forse Montecompatri). Questo asse viario ha contribuito nei secoli a strutturare l’espansione urbana, accompagnando il passaggio da paesaggi rurali a contesti densamente abitati. La prossimità ai Fori Imperiali, alle basiliche costantiniane di San Giovanni In Laterano e soprattutto Santa Maria Maggiore rende evidente l’uso dell’asse viario come area religiosa – pagana, cristiana, ebraica e misterica – residenziale imperiale – con le proprietà delle famiglie dei Severi, di Massenzio e poi di Costantino – e infine come collegamento commerciale privilegiato fra Roma, la sua provincia e il Meridione. Colonna vertebrale del quartiere di Tor Pignattara, tangente preziosa dei quartieri del Pigneto e Centocelle, la via Labicana si configura come un corridoio urbano caratterizzato da una forte pluralità di presenze archeologiche, che testimoniano l’uso continuativo nel tempo. In questi contesti, la dimensione multiculturale non è un elemento accessorio, ma una componente strutturale del paesaggio umano e sociale labicano.

L’antica via Labicana – dal Medioevo in parte ridefinita e soppiantata dall’attuale via Casilina – rappresenta uno degli assi storici più significativi di Roma, un tracciato che attraversa la città mettendo in relazione il centro storico con i quartieri sud-orientali, in un dialogo continuo tra stratificazioni antiche e trasformazioni contemporanee. La sua rilevanza non è soltanto storica o urbanistica, ma profondamente culturale: Via Labicana si configura oggi come uno spazio di attraversamento, di relazione e di produzione di significati, capace di raccontare la complessità della città nel tempo lungo.

Di origine romana, la via si inseriva nel sistema delle strade consolari che connettevano Roma al territorio circostante, prendendo il nome dall’antica Labicum (oggi Labico o forse Montecompatri). Questo asse viario ha contribuito nei secoli a strutturare l’espansione urbana, accompagnando il passaggio da paesaggi rurali a contesti densamente abitati.

La prossimità ai Fori Imperiali, alle basiliche costantiniane di San Giovanni In Laterano e soprattutto Santa Maria Maggiore rende evidente l’uso dell’asse viario come area religiosa – pagana, cristiana, ebraica e misterica – residenziale imperiale – con le proprietà delle famiglie dei Severi, di Massenzio e poi di Costantino – e infine come collegamento commerciale privilegiato fra Roma, la sua provincia e il Meridione.

Colonna vertebrale del quartiere di Tor Pignattara, tangente preziosa dei quartieri del Pigneto e Centocelle, la via Labicana si configura come un corridoio urbano caratterizzato da una forte pluralità di presenze archeologiche, che testimoniano l’uso continuativo nel tempo. In questi contesti, la dimensione multiculturale non è un elemento accessorio, ma una componente strutturale del paesaggio umano e sociale labicano.


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