Category: Paesaggio archeologico

Questo paesaggio descrive una mappa di comunità del patrimonio archeologico dell’Ecomuseo Casilino, mappa che è stata costruita nel tempo, attraverso un processo di negoziazione con i cittadini del territorio al fine di individuare quali risorse archeologiche facessero parte di un patrimonio collettivo, ovvero di un bene comune che chi vive ora il territorio intende salvaguardare e trasmettere alle generazioni future. Il territorio del Comprensorio Archeologico e Paesaggistico dell’Ecomuseo Casilino è ricchissimo di siti storici dell’età preistorica e antica, un’archeologia spesso visibile nei mausolei, acquedotti e ville ma assai di frequente invisibile o inaccessibile, per ragioni di tutela, di sicurezza, ma anche perché oggetto, nel tempo, di processi di privatizzazione degli spazi. È proprio sul rilancio dell’esplorazione archeologica che si basa quindi il nostro percorso, che dal sito esposto o non esposto, nutrirà il visitatore non di nozioni ma di suggestioni, che derivano dalla possibilità di trasmettere, attraverso la tecnologia, una diversa rappresentazione del dato. L’archeologia periferica – intesa nella sola accezione geografica e non etica – per decenni non è stata nel fuoco dei processi di monumentalizzazione pubblica che hanno investito il centro città, alimentando quella dicotomia fra centro e periferia che è stato tradotto in tutela e abbandono, valorizzazione e disinteresse. I siti archeologici custoditi dalla prima fascia urbana dei quartieri a ridosso delle Mura Aureliane, articolati lungo le vie consolari della Casilina (antica Labicana) e Prenestina hanno perso contatto con il grande pubblico ed è quindi necessario ricostruire un ponte fra centro e periferia, riappropriandoci di una lettura della città che le civiltà antiche avevano molto ben chiaro: dentro e fuori e fuori le Mura rappresentava uno scambio funzionale, armonico e indissolubile. La multidisciplinarietà del contesto ecomuseale e della ricerca proposta, ben si adatta alla disciplina archeologica che su tale proprietà si fonda. L’intreccio e l’incrocio dei percorsi e delle letture consentirà, in maniera del tutto naturale, di illustrare le stratificazioni cronologiche e culturali delle risorse, riuscendo così a comunicare concetti che fondano la moderna archeologia, ma sempre relegati in tabù, in quanto estremamente complessi da comunicare. Per approfondire: Scopri le ricerche dell’Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros

Questo paesaggio descrive una mappa di comunità del patrimonio archeologico dell’Ecomuseo Casilino, mappa che è stata costruita nel tempo, attraverso un processo di negoziazione con i cittadini del territorio al fine di individuare quali risorse archeologiche facessero parte di un patrimonio collettivo, ovvero di un bene comune che chi vive ora il territorio intende salvaguardare e trasmettere alle generazioni future.


Il territorio del Comprensorio Archeologico e Paesaggistico dell’Ecomuseo Casilino è ricchissimo di siti storici dell’età preistorica e antica, un’archeologia spesso visibile nei mausolei, acquedotti e ville ma assai di frequente invisibile o inaccessibile, per ragioni di tutela, di sicurezza, ma anche perché oggetto, nel tempo, di processi di privatizzazione degli spazi.

È proprio sul rilancio dell’esplorazione archeologica che si basa quindi il nostro percorso, che dal sito esposto o non esposto, nutrirà il visitatore non di nozioni ma di suggestioni, che derivano dalla possibilità di trasmettere, attraverso la tecnologia, una diversa rappresentazione del dato.

L’archeologia periferica – intesa nella sola accezione geografica e non etica – per decenni non è stata nel fuoco dei processi di monumentalizzazione pubblica che hanno investito il centro città, alimentando quella dicotomia fra centro e periferia che è stato tradotto in tutela e abbandono, valorizzazione e disinteresse. I siti archeologici custoditi dalla prima fascia urbana dei quartieri a ridosso delle Mura Aureliane, articolati lungo le vie consolari della Casilina (antica Labicana) e Prenestina hanno perso contatto con il grande pubblico ed è quindi necessario ricostruire un ponte fra centro e periferia, riappropriandoci di una lettura della città che le civiltà antiche avevano molto ben chiaro: dentro e fuori e fuori le Mura rappresentava uno scambio funzionale, armonico e indissolubile.

La multidisciplinarietà del contesto ecomuseale e della ricerca proposta, ben si adatta alla disciplina archeologica che su tale proprietà si fonda. L’intreccio e l’incrocio dei percorsi e delle letture consentirà, in maniera del tutto naturale, di illustrare le stratificazioni cronologiche e culturali delle risorse, riuscendo così a comunicare concetti che fondano la moderna archeologia, ma sempre relegati in tabù, in quanto estremamente complessi da comunicare.

Per approfondire:

Scopri le ricerche dell’Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros


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