Il percorso di crescita dell’Ecomuseo Casilino ad Duas Lauros ha recentemente segnato una tappa fondamentale. Con il Decreto 937 del 6 novembre 2024, l’Ecomuseo è stato ufficialmente collegato al Sistema Museale Nazionale, un riconoscimento che ne sancisce l’ingresso in una rete d’eccellenza coordinata dal Ministero della Cultura. Tuttavia, questo traguardo non rappresenta un punto d’arrivo, quanto piuttosto il motore di un’evoluzione ancora più profonda che culminerà nell’ottobre del 2026.
In quella data, in coincidenza con l’aggiornamento dell’accreditamento previsto dalla legge regionale sugli Ecomusei, l’Ecomuseo Casilino passerà infatti dalla condizione di soggetto “collegato” a quella di soggetto stabilmente “accreditato”. Si tratta di un salto di qualità che va ben oltre la terminologia burocratica, poiché certificherà il pieno allineamento dell’ente ai massimi standard nazionali di gestione e valorizzazione del patrimonio.
Le ricadute di questa trasformazione saranno estremamente concrete, agendo su diversi livelli. Da un lato, l’accreditamento garantirà una maggiore solidità strutturale, maggiore accesso alle risorse, riconoscibilità nazionale, dall’altro, rafforzerà la capacità di incidere sulle politiche culturali locali, facendo dell’ente un interlocutore istituzionale di primo piano, capace di dialogare alla pari con le grandi realtà museali del Paese e con gli enti di tutela locali (Soprintendenza e Sovrintendenza).
L’efficacia di questo percorso si rifletterà direttamente sulla qualità dell’offerta culturale rivolta ai cittadini, perché non si tratterà più “solo” di raccontare un territorio, ma di farlo attraverso processi certificati che mettono al centro il visitatore e la comunità, garantendo servizi sempre più professionali e inclusivi.
Vedere questo progetto, nato nelle “cantine” del Municipio Roma V, raggiungere questo status, riguarda tutti e tutte, perché non siamo solo noi a venire riconsciuti, ma il riconoscimento vero è che la periferia storica e il suo patrimonio materiale e immateriale possiedono una dignità pari ai grandi centri monumentali della Capitale.
Per noi, invece, è la conferma che il modello ecomuseale, fondato sulla partecipazione attiva e sulla cura dei legami sociali, rappresenta oggi una delle strade più efficaci e moderne per la rigenerazione urbana e la produzione di cultura diffusa.
