La guerra e la devozione popolare cattolica

La guerra e la devozione popolare cattolica


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Indirizzo

Via Casilina 416, Roma

GPS

41.879770784851, 12.543040582115


Nei quartieri Pigneto, Tor Pignattara, Quadraro e Centocelle si trovano numerose edicole votive, dedicate a Maria e a santi e sante della tradizione devozionale cattolica. Almeno 6 di queste sono dedicate al ringraziamento degli abitanti per la propria incolumità mantenuta durante i bombardamenti del 1943 – 1944 e l’occupazione nazifascista.

Un significato particolare di certo ha acquistato l’edicola posta al 416 di via Casilina, accanto al portone d’ingresso di quello che fu il Commissariato di polizia dell’VIII zona partigiana, tenuto dal famigerato commissario filonazista Armando Stampacchia e ricordato come la via Tasso dell’VIII zona. Sotto il mosaico che ritrae la Madonna del Divino Amore, una scritta recita: A ricordo dell’ncolumità della città e della sua liberazione avvenuta il 4 giugno 1944.

La devozione alla Madonna del Divino Amore durante l’occupazione 

Il Santuario mariano del Divino Amore sorge lungo la via Ardeatina a poche decine di chilometri a sud di Roma. Un’immagine della Vergine Maria, con bambino sovrastati da una colomba simbolo dello Spirito Santo, posta sulla Torre de’ Leoni (oggi Tor di Leva) era divenuta luogo di pellegrinaggio e di culto fin dal 1740, anno del primo miracolo. I romani riservano a questa immagine una profonda devozione, soprattutto se invocata in una situazione di pericolo imminente. Un tradizione devozionale ben radicata soprattutto fra le classi più povere.

Di fronte alle profonde sofferenze subite dalla popolazione romana, stretta nella morsa dei bombardamenti Alleati, delle violenze nazifasciste e della fame, il trasporto dell’icona mariana da Castel di Leva a Roma il 24 gennaio 1944 appare agli abitanti un potente strumento di protezione. Nella realtà lo spostamento del quadro sacro avviene due giorni dopo lo sbarco di Anzio e traccia di fatto il percorso che le truppe Alleate compiranno per raggiungere Roma. Il timore di saccheggi e distruzioni nell’area fra il litorale e la città spinge quindi Pio XII a mettere al sicuro l’icona sacra prima nella chiesa della Madonna del Divino Amore, nei pressi di piazza Fontanella Borghese, successivamente, a maggio, nella chiesa di San Lorenzo in Lucina. Pio XII sollecita la popolazione a pregare per la salvezza della città durante l’ottavario della Pentecoste, facendo voto di pregare una novena (nove giorni) alla Madonna del Divino Amore. A causa dell’eccessiva affluenza a San Lorenzo in Lucina, l’immagine della Madonna viene quindi trasferita nella chiesa di Sant’Ignazio. Per mesi i cattolici romani si affidano alla Madonna del Divino Amore per chiedere la fine dell’occupazione e della guerra, ma anche per la protezione di se stessi e delle proprie famiglie.

Fra il 3 e 4 giugno le truppe Alleate avanzano verso Roma, costringendo l’esercito nazifascista a ritirarsi. Alle 18 del il cardinale camerlengo Gremigni da lettura ai parroci del voto dei romani alla Madonna del Divino Amore, espresso dal pontefice, affinché la città venga risparmiata dalla distruzione. Quella stessa sera i tedeschi lasciano la città e le truppe Alleate fanno il loro ingresso trionfale. Pochi giorni dopo, l’11 giugno, Pio XII si reca a Sant’Ignazio per celebrare una messa di ringraziamento alla Madonna del Divino Amore cui viene dato il titolo di Salvatrice dell’Urbe.

Qui di seguito il testo del voto

Oggi, festa della Santissima Trinità, i cattolici romani, rispondendo con cuore filiale all’invito ad essi rivolto dal loro Vescovo e padre, Sua Santità il Papa Pio XII, di offrire alla Santa Vergine, Madre di Dio e Madre degli uomini, particolari preghiere per l’incolumità di Roma, e per la pace del mondo, piamente e fervidamente terminato il mese sacro a Maria, nelle penosissime contingenze che stringono di ferro e fuoco la città Eterna, mossi dal vivo spontaneo desiderio d’implorare secondo le ricche sante tradizioni dei loro maggiori, la materna pietà e il potentissimo aiuto della gran Madre di Dio, fanno solenne promessa dinanzi alla venerata effige della Madonna del Divino Amore, così cara ai fedeli romani, 1) di ricondurre la propria vita a cristiana austerità di costumi, 2) di contribuire alla fondazione di un’opera di religione e di carità, in modo che rimanga nei secoli memoria della pietà riconoscente del popolo romano verso la Madonna Santissima

Qui di seguito sono indicate le altre edicole sacre erette a ricordo dei pericoli scampati nel periodo di guerra.

Edicola dedicata alla Madonna del Divino Amore, piazzale Prenestino 19 A ricordo della salvezza di Roma 4 giugno 1944

Edicola dedicata alla Madonna del Divino Amore, via dei Quintili 273 In ricordo della salvezza di Roma 4 giugno 1944

Edicola dedicata alla Madonna Immacolata e al Sacro cuore di Gesù, via Prenestina 42 (cortile interno del condominio) Scampati dal furore della guerra ai due cuori sacratissimi gli inquilini posero in segno di imperituro ricordo e filiale ringraziamento 1 luglio 1944

Edicola dedicata alla Madonna della maternità, ia Anassimandro 15 Maria speranza nostra, avesti pietà di noi il 13/8/1943

Scheda realizzata da Ecomuseo Casilino

 

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