Di seguito il testo dell’appello firmato da 30 organizzazioni del quadrante casilino per richiedere al comune di Roma azioni concrete per la salvaguardia del patrimonio storico e identitario dell’ex Linea Termini-Giardinetti.
Alla C.A. dei destinatari in indirizzo:
Sindaco di Roma Capitale
Assessore alla Mobilità Sostenibile e Trasporti di Roma Capitale
Presidente della III Commissione Capitolina Permanente Mobilità
Presidente del Municipio Roma V
Assessora ai Lavori Pubblici, Mobilità e Trasporti del Municipio Roma V
Presidente della VI Commissione del Municipio Roma V (Ambiente e Mobilità)
Oggetto: Ex linea Termini-Giardinetti: appello di 30 associazioni del quadrante casilino per la salvaguardia del patrimonio storico-identitario della linea.
Gentilissimi e Gentilissime,
il 4 marzo scorso, a seguito dell’incidente sulla tratta, le vetture del cosiddetto Trenino Giallo hanno smesso di percorrere la via Casilina, e in queste settimane si è andata consolidando l’ipotesi (ormai divenuta decisione amministrativa) di non riattivare la linea nella sua configurazione storica, in attesa dell’avvio dei lavori di trasformazione in metrotranvia fino a Tor Vergata, la cui gara d’appalto è stata pubblicata. L’Ecomuseo Casilino ad Duas Lauros, nella sua funzione di portavoce del patto di rete firmatario di questa missiva, desidera condividere alcune considerazioni, e avanzare, nel merito, una richiesta concreta.
Cominciamo da ciò che ci accomuna. Le scriventi organizzazioni sono favorevoli alla trasformazione della linea, perché un servizio di trasporto moderno, cadenzato, capace di collegare in tempi ragionevoli Termini a Tor Vergata è, per il quadrante Casilino, un salto di qualità che la cittadinanza attende da anni. Proprio per questo, all’indomani della chiusura della tratta Centocelle–Giardinetti, abbiamo preso parte ai tavoli partecipativi promossi dal Comitato di Quartiere Tor Pignattara, contribuendo a costruire dal basso una proposta di riqualificazione che nei suoi elementi fondamentali coincide con l’impianto adottato dall’Amministrazione. Sulla direzione del cambiamento, dunque, non esistono dissensi di principio.
Il nodo sta altrove, ed è un nodo di carattere patrimoniale, storico, affettivo. La ferrovia Termini-Giardinetti, nota anche come Trenino Giallo, che ha oltre un secolo di vita, non è semplicemente un mezzo di trasporto: è un frammento del paesaggio urbano, un elemento distintivo della via Casilina al pari degli acquedotti, dei Mausolei, dei suoi villaggi urbani, un testimone che ha accompagnato la crescita dei quartieri dall’Alessandrino a Porta Maggiore. Lo raccontano i film che lo hanno scelto come sfondo o protagonista, le mostre fotografiche, i libri, i gadget e soprattutto lo raccontano le persone: chi lo prendeva per andare a scuola, chi per andare al lavoro, chi semplicemente lo sentiva passare sotto casa e su quel suono aveva costruito l’orologio della propria giornata (qui trovate un breve compendio di queste narrazioni: https://bit.ly/41K9Uv3).
Non stiamo parlando semplicemente della dismissione di un’infrastruttura, ma della rimozione di un pezzo di biografia collettiva.
Da questo punto di vista, la storicità della linea e il ruolo che esso ha svolto nella costruzione dell’identità del territorio, avrebbero imposto alcune cautele in sede di progettazione. Proviamo a darne conto, in una prospettiva costruttivo ed evolutiva:
- prima di tutto, sarebbe stato utile ascoltare la cittadinanza sui modi con cui, all’interno della trasformazione, si sarebbe potuto conservare “traccia” della linea (dai colore delle carrozze, al disegno delle pensiline, dalla segnaletica, agli elementi di arredo urbano lungo); sarebbe stato un primo gesto di attenzione;
- poi si sarebbe poi potuta sposare l’idea di un museo dedicato alla storia della linea, proposta che l’Ecomuseo Casilino aveva già avanzato nel 2021 e che, tra l’altro, è stata accolta tra le buone pratiche del Piano Strategico della Città Metropolitana di Roma Capitale (https://bit.ly/3QOoq2r): sarebbe stato il corollario naturale;
- non ultimo, sarebbe stato utile organizzare momenti pubblici di commiato (letture, proiezioni, una giornata di viaggio sulle ultime vetture) per permettere alla popolazione di salutare, con la dignità che si deve alle cose amate, un compagno di vita quotidiana che dall’oggi al domani è scomparso.
Alla luce di quanto sopra, chiediamo formalmente un incontro, per discutere un memorandum di attività che siamo pronti a redigere insieme al tessuto associativo e civico del territorio. Un memorandum che non intende rallentare l’opera, ma arricchirla: perché una trasformazione infrastrutturale, quando incontra una storia lunga un secolo, può scegliere se essere una cesura o una traduzione. Noi crediamo nella seconda possibilità, e offriamo la nostra disponibilità piena per costruirla.
Infine, sebbene esterna al contenuto di questa missiva, non possiamo non sottolineare la ricaduta immediata dell’interruzione della linea in termini di disservizio. Senza il trenino l’asse casilino registra una perdita secca di servizio di trasporto pubblico devastante. Non parliamo solo del disagio delle ore di punta, ma di “vuoto” che impatta in modo preoccupante il tessuto socio-economico locale: dagli esercizi commerciali, alle strutture ricettive (comprese quelle gestite da enti religiosi), dalle realtà culturali che vivono di pubblico di prossimità, alle fasce di popolazione più fragili che dipendono in modo diretto dal trasporto su ferro. Per non parlare di una decisiva contrazione dell’accessibilità al patrimonio culturale del territorio che, proprio in questi anni, era stato oggetto di un’intensa attività di promozione (per comprendere il “danno” in tal senso di può riferimento al podcast promozionale che abbiamo pubblicato di recente: https://bit.ly/4tg2rQt). Su questo punto vi invitiamo a fare presto: sia a dare seguito agli annunci del potenziamento delle linee di superficie, sia a presidiare con attenzione i tempi di realizzazione della nuova linea.
Restando in attesa di un cortese riscontro, si porgono cordiali saluti.
Ecomuseo Casilino ad Duas Lauros
in rappresentanza del Patto di Rete delle Comunità Patrimoniali del Comprensorio Casilino che ha aderito con i seguenti membri: ETS Arts Editour, ASCS OnLus, APS Asinitas, APS Bianco e Nero, APS Centrocelle, OdV Futura, Associazione M.U.Ro., APS Musica e altre cose, ODV Pisacane 0-99, APS Quadracoro, APS Storie di Mondi Possibili, ODV Thamus, APS Z.O.E., APS Cemea del Mezzogiorno, Comitato di Quartiere Tor Pignattara, Comitato Genitori Laparelli-Pavoni, Fondazione Bertugno Moulinier, Baburka Production.
Hanno inoltre aderito: Fortezza Est, Book Cycle, Rete d’Impresa Tor Pignattara, ÀP – Antimafia Pop Academy, Associazione A Sud – Ecologia e Cooperazione Aps, Associazione per le Unità di Cura Continuativa “Moby Dick” OdV, Comitato PAC Libero, Arca di Noè ATS, Comunità Parrocchiali delle Chiesa dei SS. Marcellino e Pietro ad Duas Lauros, San Giovanni Cafasso e di San Barnaba alla Marranella.
