
Antonio Atzori, un ferroviere sovversivo
Indirizzo
Via Ascoli Piceno, 18
GPS
41.889885512069, 12.525798538431
Nasce a Quartu Sant’Elena (CA) il 22 dicembre 1887. A Roma giunse, con la moglie, dopo la prima guerra mondiale, a cui partecipa come soldato, lavorando in qualità di ferroviere. Sotto il regime fascista viene licenziato dalle ferrovie perché ha aderito agli scioperi del 1921-1922 e ritenuto quindi un elemento sovversivo. E’ così costretto a lavori saltuari come manovale, subendo il controllo e le violenze della polizia politica fascista e delle camicie nere della zona.

Alla caduta del regime fascista Antonio, con i figli Bruno e Mario, costituiscono un gruppo di resistenza che fa riferimento alle Brigate Garibaldi della VI zona (comprendente Porta Maggiore e la Circonvallazione Casilina). Viene arrestato il 19 dicembre 1943 nella sua abitazione in via Ascoli Piceno 18, in un’operazione di polizia politica del commissariato di Porta Maggiore. Condotto a Regina Coeli è deportato il 4 gennaio 1944 nel campo di concentramento di Mauthausen e poi trasferito nel campo di lavoro di Ebensee, dove muore il 15 febbraio 1945.
A lui è intitolata la sala studio della biblioteca comunale di Roma “Goffredo Mameli” in via del Pigneto n°22.
Di fronte alla sua casa è possibile trovare, oltre alla pietra d’inciampo, una targa commemorativa e un totem descrittivo.
Sempre a lui è intitolata la sede dell’Anpi a Quartu Sant’Elena.
Scheda realizzata da Ecomuseo Casilino
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