
Villini Pennesi
Indirizzo
Via dell'Acqua Bullicante 140
GPS
41.885250643555, 12.543465063696
I due villini di via dell’Acqua Bullicante 140 e 156 sono commissionati da Getulio Pennesi (1883–1958), artista e professore d’arte. Tra le sue opere più note si ricordano la pala d’altare nella chiesa dei Santi Pietro e Marcellino ad Duas Lauros e il monumento ai Caduti della Prima guerra mondiale, noto come Il Cannone. Nonostante la sua formazione artistica, Pennesi sceglie di affidare la progettazione all’ingegner Renato Ressmann, il cui linguaggio architettonico si distingue per un’eleganza sobria, ispirata a modelli quattrocenteschi.
Il villino al civico 156
I lavori iniziano intorno al 1922. L’edificio presenta una pianta a L e si articola in tre corpi di fabbrica di diversa altezza, impostati su uno zoccolo liscio che consente di compensare il dislivello del terreno.
Le superfici murarie mostrano una particolare cura nei dettagli: il piano rialzato è caratterizzato dal bugnato, mentre i livelli superiori sono rivestiti da un intonaco color ruggine, arricchito da inserti in pietra bianca lavorata, con conci disposti a dente di sega. Nel progetto originario, la facciata è pensata per accogliere anche un motto latino – Nihil adeo arduum quod labore et virtute consequi non possit – Non c’è niente di così difficile che non possa essere ottenuto con il lavoro e la virtù
Il villino al civico 140
La costruzione del villino al civico 140 prende avvio anch’essa nel 1922, ma incontra fin da subito ostacoli di natura amministrativa. L’Ispettorato edilizio interviene con l’intenzione di ampliare la sede stradale, imponendo rallentamenti ai lavori. Nonostante ciò, Pennesi decide di proseguire comunque il cantiere, incorrendo in una sanzione.
Dal punto di vista architettonico, l’edificio riprende e sviluppa gli elementi distintivi già presenti nell’altro villino: il contrasto cromatico tra l’intonaco scuro e il bianco delle decorazioni lapidee, i balconi sostenuti da mensole modanate e una torretta che anima il profilo dell’edificio, conferendogli slancio e varietà volumetrica.
Un patrimonio ancora leggibile
Oggi i due villini si distinguono per l’armonia delle proporzioni e per la qualità delle soluzioni decorative, rappresentando una testimonianza significativa dell’edilizia residenziale del primo Novecento. Nonostante le trasformazioni urbanistiche e la pressione della speculazione edilizia, conservano ancora in larga parte il loro carattere originario, contribuendo a definire l’identità storica del quartiere.
Scheda realizzata da Rita Randolfi per Ecomuseo Casilino
