Ottavio Capozio, il telegrafista della 5a Armata Alleata

Ottavio Capozio, il telegrafista della 5a Armata Alleata


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Indirizzo

Via dell'Acquedotto Alessandrino 3

GPS

41.875652854824, 12.541691600754


Ottavio Capozio nasce a Roma il 20 settembre 1922. Impiegato postale presso l’Ufficio della Regia Ferrovia, nel 1943 aderisce al Partito Comunista d’Italia della sezione di Tor Pignattara (Cellula capo Squadra Bellardini). Durante l’occupazione nazifascista e tramite il fratello Luigi entra in contatto con il nucleo comunista di Belardino Nuccitelli, capo squadra del Gruppo Postelegrafonico presso l’Ufficio espressi di Roma Ferrovia, entrando così nel Movimento Comunista d’Italia.

Ottavio Capozio svolge differenti attività di sabotaggio: presso gli uffici di smistamento postali sottrae la corrispondenza ai comandi germanici e alla Gestapo di Roma per informare i compagni denunciati; nel quartiere di Tor Pignattara invece collabora con il cognato Domenico Polli (aderente al Partito Socialista Italiano) come informatore per la 5a Armata americana dei transiti di mezzi corazzati tedeschi sulla via Casilina diretti al fronte di Cassino. Inoltre è fornitore di armi, soprattutto di fattura americana e inglese, ai propri compagni di Bandiera Rossa.

Durante una riunione clandestina nel bar caffè Tosoni di via Appia Nuova, Ottavio Capozio viene arrestato il 12 marzo 1944, insieme al cognato e ai suoi compagni del Gruppo Postelegrafonico. Viene brutalmente torturato a via Tasso e fucilato insieme al cognato alle le Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944.

Scheda realizzata da Ecomuseo Casilino

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