Antonio Roazzi, il camionista degli Alleati

Antonio Roazzi, il camionista degli Alleati


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Indirizzo

Via Grazioso Benincasa 28

GPS

41.885687787241, 12.542547120969


Antonio Roazzi nasce a Serrone (Fr) il 17.02.1898. Durante gli anni del regime fascista abita nella borgata della Marranella, in via Grazioso Benincasa 28, svolgendo l’attività di autotrasportatore. Dopo l’8 settembre aderisce al Movimento Comunista d’Italia, diventando un vero e proprio corriere di prigionieri Alleati fra la provincia di Frosinone e Roma. Entrato in contatto con monsignor O’ Flaherty, organizzatore di una fitta trama clandestina che opera per nascondere i prigionieri Alleati fuggiti dai campi di detenzione tedesca nel basso Lazio. Il contatto con monsignor O’Flaherty impone ad Antonio Roazzi di intensificare la sua attività di trasportatore di soldati Alleati e anche la sua casa di Roma, diventa un nascondiglio più o meno sicuro per soldati sbandati – arriva a nasconderne 20 – ma anche deposito di armi e manifesti clandestini. Probabilmente fece parte del gruppo di partigiani e antifascisti che il 23 febbraio affigge numerosi manifesti di propaganda antifascista e antinazista nel quartiere di Tor Pignattara, dipingendo scritte sui muri contro l’occupazione nazifascista e inneggiando agli eserciti Alleati (Russo, Americano e Inglese). Durante un’operazione isolata e probabilmente su delazione di un vicino, le SS trovano l’abitazione di Roazzi, dove fanno irruzione il 23 febbraio, arrestando il camionista ciociaro. Sottoposto a torture per conoscere i nomi dei complici e accusato di favorire l’attività del nemico nascondendo soldati e armi, Roazzi non confessa mai i nomi dei suoi collaboratori. E’ prelevato dal carcere di Via Tasso la mattina del 24 marzo 1944 per essere fucilato alle Fosse Ardeatine.

Scheda realizzata da Ecomuseo Casilino

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