
Villa Certosa/La Favorita e il Borghetto degli Angeli
Indirizzo
Via Casilina 222
GPS
41.881996427785, 12.535779555286
L’aspetto dell’attuale casale risale al XVIII secolo e sorgeva nella tenuta della Casetta degli Angeli, che si estendeva tra le vie Tuscolana e Casilina e confinava con le tenute del Quadraro, della Marranella-Tor Pignattara e Tor San Giovanni-Centocelle – di proprietà prima dell’Ordine dei Frati Certosini di Santa Maria degli Angeli e, successivamente, dei frati Camaldolesi, almeno fino alla metà dell’800. La proprietà fu poi acquistata dalla famiglia Ojetti e utilizzata come villa di campagna per la stagione estiva. Successivamente, dopo la vendita dell’edificio da parte degli Ojetti, divenne di proprietà della famiglia Apolloni, che aveva altre tenute nella zona di Tor Pignattara. Il matrimonio fra Francesco Apolloni e Giuseppina Eleonora Ojetti riportò il casale e la tenuta agricola nelle proprietà della famiglia Ojetti. Divenuta vedova la contessa Ojetti cedette il casale alle Suore di Nostra Signora di Namur nel 1928, avviando la lottizzazione e la vendita della tenuta a un consorzio di piccoli proprietari privati, che ne hanno definito l’attuale aspetto urbanistico ed edilizio.
Villa Certosa tuttavia seguì altre vicende. Nel 1935 e. seguito dell’edificazione del nuovo complesso scolastico nel parco adiacente le Suore di Nostra Signora di Namur cedettero la villa alla congregazione religiosa delle Ancelle dell’Amore Misericordioso, fondata dalla suora spagnola Madre Speranza. Negli anni ’90 la villa Certosa è diventata sede della congregazione delle Missionarie della Carità di Madre Teresa di Calcutta.
Dal borghetto degli Angeli a Villa Certosa
Il quartiere attuale è il prodotto di una lottizzazione, avviata nel 1926 dall’ultima proprietaria della tenuta, la contessa Giuseppina Eleonora Ojetti Apolloni. Il progetto prevedeva due frazionamenti: il primo, quello del piccolo lotto lungo via di Villa Certosa e via Bartolomeo Genga, viene edificato a palazzine; il secondo, quello lungo via dei Savorgnan, viene frazionato e ceduto ad un consorzio di abitanti e conosciuto inizialmente come Borghetto degli Angeli.
Durante la seconda guerra mondiale il quartiere subisce numerosi bombardamenti Alleati, mentre il contingente austriaco di stanza presso la stazione ferroviaria Casilina costringe gli abitanti a subire la presenza quotidiana dei soldati tedeschi.
Si costituisce un forte nucleo di Resistenza, armata e civile, che fa capo soprattutto a Bandiera Rossa, e che agisce attraverso il comandante Vincenzo Pepe. Un impegno che ha anche epiloghi tragici, come la fucilazione del partigiano Guerrino Sbardella (pietra d’inciampo in via dei Savorgnan n.52) e l’uccisione di Pietro Principato il 4 giugno 1944 (targa marmorea in via Galeazzo Alessi n.126).
Nel secondo dopoguerra il quartiere ha visto l’ampliamento della zona, con l’edificazione delle palazzine lungo via Galeazzo Alessi e via Filarete. Oggi la memoria del quartiere è legata anche alla tragica morte del giovane militante comunista Ciro Principessa, ucciso da un neofascista presso la sezione del PCI “Nino Franchellucci” in via di Tor Pignattara, dove svolgeva attività volontaria presso la biblioteca popolare.
Scheda realizzata da Ecomuseo Casilino
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