
Carlo Camisotti, un gappista anarchico
Tor Pignattara
Indirizzo
Via Angelo Berardi 10, Roma
GPS
41.877705436179, 12.547979599876

Carlo Settimio Camisotti è un anarchico e sorvegliato politico di vecchio corso, nato a Corbola (Ro) l’11 maggio 1902. A vent’anni viene condannato a otto mesi di reclusione e a una multa per detenzione e trasporto di armi (una pistola e delle bombe) nel processo agli anarchici di Genova, dopo l’arresto avvenuto l’anno precedente, il 24 marzo 1921, con l’accusa di aver partecipato, con altri 30 uomini, all’attentato dimostrativo contro la condanna alla detenzione di Errico Malatesta e Armando Borghi.
Dalla sorveglianza del governo liberale a quella fascista il passo è breve: viene definito “un anarchico pericoloso, propagandista e promulgatore di dottrine sovversive; violento e impulsivo“. Sorvegliato politico durante il regime, viene arrestato nel 1925 a Milano per aver partecipato ad una riunione anarchica. Nel 1928 si trasferisce a Milano e, qualche anno dopo, giunge a Roma, andando ad abitare in via Angelo Berardi n°10.
Dopo l’8 settembre entra nelle file del Partito Comunista d’Italia e per questo arrestato a dicembre del 1943, detenuto a Regina Coeli e poi, inspiegabilmente rilasciato il 20 gennaio 1944. Entrato nelle formazioni del partito comunista dell’VIII zona, viene nominato capogruppo del 6° gap di Tor Pignattara.
A pochi giorni dall’uccisione del commissario Armando Stampacchia, il comandante del 6° gap di Tor Pignattara Carlo Camisotti, insieme al comandante dei gap Valerio Fiorentini del 3° gap Luciano Sbrolli e del 4° gap Paolo Angelini vengono arrestati mentre viaggiano sul tram 8 all’altezza della Caserma Macao, in via san Martino della battaglia a Roma. Obiettivo della traversata in tram è quello di raggiungere l’abitazione di un ufficiale italiano al servizio delle SS tedesche e ucciderlo. Le SS tedesche fermano il tram e intimano ai viaggiatori di scendere. Allineati lungo i binari, con le pistole semiautomatiche puntate alla testa, Fiorentini, Angelini, Camisotti e Sbrolli vengono indicati da una spia italiana che le SS hanno al seguito. Sono così caricati su un camion e portati nella sede della Gestapo in via Tasso 145. Secondo le schede compilate dai tedeschi, i quattro gappisti entrano nelle celle di via Tasso alle ore 13 del 13 marzo 1944.
Del gruppo arrestato il 13 o 14 marzo 1944 fa parte anche Luciano Sbrolli, nato il 3 giugno 1910 a Piancastagnaio (Si), ma a Roma abita in via dei Savorgnan n°52, nello stesso palazzo dove risiede Guerrino Sbardella, tipografo di Bandiera Rossa fucilato a Forte Bravetta. Sbrolli, che pure è capogruppo del 3° gap è arrestato e rilasciato cinque giorni dopo.
Scheda realizzata da Ecomuseo Casilino
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