La basilica venne costruita tra il il 315 e il 326 d.C. in un’area di proprietà di Elena madre di Costantino, il cosiddetto Fundus Laurentum (o Laurentus), che si estendeva dalla Porta Sessoriana (Porta Maggiore) fino al Mons Gabus (da identificarsi con il mausoleo detto “Monte del Grano”, presso Piazza dei Tribuni) ed era compresa tra le vie Prenestina e Latina.

Ricostruzione della pianta della Basilica

Ricostruzione della pianta della Basilica

L’area era interessata da necropoli sin dalla tarda età repubblicana e successivamente (tra il II e III secolo d.C.), fu occupata dal cimitero degli equites singulares Augusti, la guardia a cavallo dell’imperatore. Già al tempo delle persecuzioni di Decio e Valeriano i cristiani avevano scelto questa località per le tombe di alcuni martiri, tra questi i Santi Marcellino e Pietro, che divennero ben presto oggetto di venerazione. E  fu proprio in quest’area che Costantino decise di erigere la Basilica in onore dei martiri Marcellino e Pietro, provocando tra l’altro la distruzione della necropoli degli equites singulares, corpo che aveva sciolto in quanto durante la battaglia di Ponte Milvio si era schierato con Massenzio.

La costruzione della Basilica circiforme dedicata ai martiri Marcellino e Pietro in un territorio dalla complessa stratigrafia storico-culturale e cultuale diede inizio (unitamente alla costruzione del successivo Mausoleo di Sant’Elena) al processo di cristianizzazione monumentale del suburbio.

La basilica era orientata ad est, misurava 65 metri di lunghezza per 29 di larghezza, con la caratteristica pianta a forma di “circo”, e aveva la struttura suddivisa in tre navate da una serie di pilasti. Attorno ad essa sorsero una serie di mausolei: uno di questi, sul lato meridionale, era in corrispondenza della sottostante tomba di Marcellino e Pietro. Successivamente venne costruito – e addossato sulla facciata orientale della Basilica – un grande mausoleo dinastico, ovvero il Mauseoleo di Sant’Elena

La basilica, insieme al Mausoleo di Sant’Elena, le Catacombe dei Santi Marcellino e Pietro e un’altra serie di edifici funerari e religiosi costituisce il cosiddettoComplesso Archeologico ad Duas Lauros, tutelato con vincolo culturale diretto areale apposto con Decreto Ministeriale il 16 aprile 1987.

La basilica era ancora in uso verso la fine dell’VIII secolo d.C. e iniziò la sua decadenza in coincidenza con la traslazione delle spoglie dei santi Marcellino e Pietro. Durante il Basso Medioevo la basilica fu progressivamente abbandonata e, nel tempo, minata nelle fondamenta e senza un’adeguata manutenzione, andò in rovina.

Tipologia e vincolistica

  • Tipologia del bene: Culturale
  • Tipologia del vincolo: Areale e Diretto
  • Vincoli associati:
    • D.M. il 16 aprile 1987, vincolo diretto areale rappresentato su Carta dell’agro, Carta della qualità e P.R.G
    • D.M. il 18 marzo 1994 (Tor Pignattara), vincolo indiretto areale rappresentato su P.R.G e su P.T.P.R.
    • D.M. il 21 ottobre 1995 (Ad Duas Lauros), vincolo indiretto areale rappresentato su P.R.G e su P.T.P.R.

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