Giuseppe Cei, l'aviatore che volò sulla Tour Eiffel

Giuseppe Cei, l’aviatore che volò sulla Tour Eiffel


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Indirizzo

Via Giuseppe Cei, Roma

GPS

41.877576828714, 12.547070200263


Giuseppe Cei nasce a Cascina, nella provincia di Pisa, il 25 gennaio 1889. Il mito di Cei, piccolo ingegnere provetto, inizia dalle elementari, quando costruisce un modellino di locomotiva per molti anni esposto nel piccolo museo della scuola. Sono i coniugi Bianchi a dare a Giuseppe la possibilità di percorrere una brillante carriera scolastica a Lucca e poi trasferirsi a Parigi, dove si appassiona delle prime sperimentazioni sulle macchine volanti. L’occasione viene proprio dall’amicizia fra Giuseppe Cei e l’affascinante ereditiera francese Marie Isnard, che nel 1892 aveva sposato il medico fiorentino Aurelio Bianchi, risiedendo in una lussuosa villa alla periferia di Cascina. Oltre alla meccanica, le prime passioni giovanili di Giuseppe Cei sono rivolte alla scherma, sport che coltiva negli anni del liceo e che gli vale la vittoria al concorso internazionale di Milano del 1908.

Dall’Italia alla Francia per diventare pilota

L’anno successivo i coniugi Bianchi finanziano la trasferta parigina di Giuseppe, utile al conseguimento del titolo di ingegnere della Scuola superiore di costruzioni meccaniche e di aeronautica del Comandante Roche, iniziando le sue prime prove di volo presso il Campo di aviazione di Issy les Moulineaux. Ma è a Parigi – allora capitale europea degli esperimenti sul volo – che Giuseppe consegue il brevetto di pilota, il 1° gennaio 1911.

Ha appena compiuto 22 anni, ha un brevetto da pilota, è spavaldo e desideroso di farsi conoscere dai parigini e nella cerchia dei primi piloti europei. Dopotutto l’aviazione di allora è molto simile ad una giostra medievale, un gioco pericoloso e riservato a pochissimi, nel quale si sfidano giovani ben poco curanti dei reali pericoli che i primi esperimenti di volo comportano. Giuseppe si iscrive a tante delle gare che si tengono sul suolo francese. Il 28 gennaio tenta, senza riuscirci, di battere il record di altezza raggiunto in volo. Il 3 febbraio vince invece il primo premio Touche a Tout, battendo anche il record di velocità e l’11 febbraio vince il Premio delle Multe. Due mesi più tardi Giuseppe realizza il suo volo più famoso. Il 10 marzo, su un biplano Farman, il pilota toscano, alzatosi fino a quota 1800 metri, compie numerose evoluzioni a spirale attorno alla Tour Eiffel, mentre i parigini, increduli, lo guardano con il naso all’insù. Lo spettacolare volo stupisce anche il presidente della Repubblica francese Armand Fallieres, che pare lo abbia definito “Le roi de l’air“.

Venti giorni più tardi, il 28 marzo, Giuseppe parte dal Campo di aviazione di Issy les Moulineaux diretto alle Officine Ratmananoff a Suresnes per procurarsi un pezzo di ricambio per il suo biplano. La tratta è semplice e non c’è nessun pubblico da stupire. Ma il vento forte e la pioggia gli fanno perdere il controllo del suo biplano Caudron e il pilota si schianta presso l‘isola Rothschild a Puteaux. Il suo corpo è trasportato in Italia, a Cascina il suo paese natale, dove è sepolto.

Curiosità: Nel 1993 la targa toponomastica ha subito una correzione. La definizione Pioniere del’Aviazione è stata sostituita dal titolo Aviatore.

Scheda realizzata da Ecomuseo Casilino

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