
Chiesa cristiano-cattolica San Leone I
Paesaggio delle forme del sacro e della spiritualità
Indirizzo
Via Prenestina 104, 00176 Roma
GPS
41.891366620356, 12.529266398816
Telefono
Origini della Parrocchia
La chiesa parrocchiale di San Leone I sorge al secondo chilometro della Via Prenestina, dirimpetto ai ruderi del cosiddetto “Torrione“, avanzo di un sepolcro a tumulo di età augustea. La parrocchia è stata eretta il 7 ottobre 1952 con il decreto Tricesimo iam vertente del Cardinale Vicario Clemente Micara e affidata al Clero diocesano di Roma.
Il territorio è stato desunto dalla parrocchia di Sant’Elena. E’ sede del titolo cardinalizio, istituito da papa Paolo VI il 5 febbraio 1965. Fa parte della XIV Prefettura – Settore Est della diocesi di Roma.
Fonte web: Scheda della Diocesi di Roma
La chiesa e il complesso parrocchiale
Fu costruita dall’architetto Giuseppe Zander, tra i più significativi esponenti della Scuola Romana di Architettura, tra il 1950-1952, a spese dell’Unione Uomini di Azione Cattolica per commemorare il XXX anniversario della fondazione dell’Unione. Il complesso parrocchiale comprende una sala ricreativa e piccoli oratori per i ragazzi, un campo da gioco esterno, l’edificio del battistero raccordato alla chiesa da un porticato posto a fianco della facciata. La facciata si presenta in mattoni con portali in travertino e sculture di Luigi Venturini. L’interno è a tre navate, suddivise da colonne in cemento. L’opera architettonica conserva la spiritualità insita nelle proporzioni delle chiese paleocristiane, ricercata attraverso la scelta e la disposizione sapiente dei materiali tradizionali, quali il mattone e il travertino nei rivestimenti esterni, la composizione di marmi policromi all’interno ed è favorita dalla scelta delle opere d’arte esposte. Nell’arco trionfale l’Allegoria della società cattolica e nell’abside l’Incontro di san Leone Magno con Attila a mosaico sono stati eseguiti nel 1952 da Jànos Hajnal, detto Giovanni (Budapest, 27 agosto 1923 – Roma, 9 ottobre 2010), autore anche delle vetrate con i Dieci comandamenti e di quelle del rosone realizzate nel 1955. All’altare maggiore il gruppo bronzeo con la Crocifissione è stato fuso da Venanzio Crocetti (Giulianova, 3 agosto 1913 – Roma, 3 febbraio 2003). nell’abside di sinistra Madonna col Bambino di Alfredo Biagini (Roma, 20 febbraio 1886–14 luglio 1952) nel transetto Sacro Cuore di Gesù di Luigi Montanarini (Firenze, 22 luglio 1906 – Roma, 7 gennaio 1998, già direttore dell’Accademia di Belle Arti di Roma) e una Sacra Famiglia di Gisberto Ceracchini (Foiano della Chiana, 5 febbraio 1899 – Petrignano del Lago, 1982). Sulla cantoria alla sinistra del presbiterio si trova l’organo a canne, costruito nel 1954 dai fratelli Ruffatti.

Il Santo titolare San Leone Magno
Leone I, noto come San Leone Magno, è una delle figure più importanti della Chiesa del V secolo. Nato probabilmente alla fine del IV secolo, divenne papa nel 440 d.C., guidando la Chiesa in un periodo segnato da crisi politiche e religiose.
Fin dall’inizio del suo pontificato, Leone si distinse per la sua capacità di governo e per la chiarezza del suo insegnamento teologico. Il suo contributo più importante riguarda la difesa della fede cristiana, in particolare sul mistero di Cristo vero Dio e vero uomo.
Un momento decisivo fu il Concilio di Calcedonia del 451 d.C., durante il quale fu riconosciuta l’importanza del suo scritto dottrinale, il Tomus ad Flavianum. In questo testo, Leone affermava con chiarezza l’unità della persona di Cristonelle due nature, divina e umana, contribuendo in modo determinante alla definizione della dottrina cristologica.
San Leone I è ricordato anche per il suo ruolo nella difesa di Roma. Secondo la tradizione, nel 452 d.C. incontrò Attila, riuscendo a convincerlo a non invadere la città. Questo episodio lo rese simbolo di autorità morale e di guida spiritualein un tempo di grande instabilità.
Durante il suo pontificato, Leone rafforzò il ruolo del vescovo di Roma, sottolineando il primato della Chiesa romana come punto di riferimento per l’unità della Chiesa. La sua azione contribuì a consolidare l’organizzazione ecclesiale e a definire meglio il ruolo del papato.
Morì nel 461 d.C. e fu proclamato Dottore della Chiesa, riconoscimento riservato alle figure che hanno dato un contributo fondamentale alla dottrina cristiana. Ancora oggi è ricordato come uno dei più grandi papi della storia, capace di unire fede, leadership e visione in un’epoca complessa.
Scheda (a cura di) Rita Randolfi, in collaborazione con Ecomuseo Casilino
Opening Hours
Lunedì
8:30-19
Martedì
8:30-19
Mercoledì
8:30-19
Giovedì
8:30-19
Venerdì
8:30-19
Sabato
8:30-19
Domenica
8:30-19
