
Chiesa cristiano-cattolica Santissimo Sacramento
Paesaggio delle forme del sacro e della spiritualità / Percorsi: religiosità popolare cristiana
Paesaggio delle forme del sacro e della spiritualità / Percorsi: religiosità popolare cristiana
Indirizzo
Largo Agosta 10, 00171 Roma
GPS
41.89191769368, 12.558154633503
Telefono
Origini della Parrocchia
La parrocchia è stata eretta il 28 marzo 1963 con il decreto Ad uberius animarum del Cardinale Vicario Clemente Micara ed è stata affidata al Clero diocesano di Roma. Il territorio è stato desunto da quello delle parrocchie di S. Maria Addolorata, di S. Maria della Misericordia e di S. Ireneo a Centocelle.
Il territorio è stato desunto da quello delle parrocchie di Santa Maria Addolorata, di Santa Maria della Misericordia e di Sant’Ireneo a Centocelle. E’ sede del titolo cardinalizio istituito da papa Francesco il 28 giugno 2017. Fa parte della XV Prefettura – Settore Est della diocesi di Roma.
Per approfondire: Scheda della Diocesi di Roma
La chiesa e il complesso parrocchiale

La facciata della chiesa svetta su Largo Agosta. E’ stata costruita su progetto dell’architetto Francesco Fornari tra il 1966 ed il 1968 e consacrata il 5 maggio del 1968 dal cardinale Angelo Dell’Acqua. La facciata, in stile neoromanico, si presenta divisa in fasce alternate di colore diverso, dotata di rosone centrale e portico. Sui portali sono rappresentate scene dell’Antico e del Nuovo Testamento in rilievo su pannelli di rame. La struttura interna a pianta longitudinale, presenta un’unica navata con transetto ed un ampio presbiterio, diviso dalla restrostante cappella dell’Adorazione, per la messa feriale, da una vetrata trasparente. Gli affreschi della parete di fondo sono stati eseguiti nel 1994 dall’archimandrita Bartolomeo Florea e raffigurano la Trinità, che riprende l’icona omonima di Andrej Rublëv, il più grande pittore di icone del Quattrocento, considerato santo dalla chiesa ortodossa: sono rappresentati san Pietro, la Moltiplicazione dei pani e dei pesci, la Crocifissione, attorniata da Isaia, Ezechiele, Geremia e Daniele, l’Ultima Cena, San Paolo e la Cena di Emmaus. Sulle pareti icone moderne in legno con l’Annunciazione, la Presentazione al Tempio, e tutte le stazioni della Via Crucis. Il dipinto con Cristo adorato dagli angeli è di Antonio Cisterna, che lo ha realizzato nel 1996. Il 28 giugno del 2017 la parrocchia ottiene il titolo cardinalizio. Nel 2019 vengono collocate le nuove vetrate, quelle del transetto con i quattro evangelisti e quelle lungo la navata. Queste ultime rappresentano a sinistra i simboli dell’agnello mistico e del pane e del vino sotto forma di fasci di spighe e grappoli d’uva, quelle di destra riproducono l’episodio del Figliol Prodigo, la Madonna incinta adorata dai cristiani in quanto primo tabernacolo vivente, ed il Buon Samaritano. Su entrambi i lati le scene più importanti sono intervallate da vetrate che rappresentano la Croce issata sui sassi del Golgota. Da notare che le vetrate del lato sinistro sviluppano il tema di Dio che si rivela all’uomo e hanno una cornice azzurra, colore della divinità, mentre quelle sul lato opposto rappresentano la risposta dell’uomo a Dio e sono dotate di una cornice rossa, che rinvia al sangue di Cristo che si unisce a quello dell’uomo. Il 25 ottobre del 2020 è stata inaugurata la cappella del Perdono che si apre sulla parete sinistra, affrescata da Rodolfo Papa. Il nome della cappella si deve ad un trittico, con Madonna, Bambino e angeli, proveniente dalla soffitta di un monastero carmelitano, ma precedentemente appartenuto ad un uomo che, lungo il corso della vita, nonostante avesse studiato da seminarista, aveva perso la fede. Rimasto in contatto con una suora carmelitana, figlia di un suo amico, che gli aveva consigliato di recitare ogni giorno il Padre Nostro, ritrovò la fede e alla sua morte lasciò il trittico alle suore. I sacerdoti del SS.mo Sacramento hanno sempre chiamato questa immagine la Madonna del Perdono e per conferirle maggior importanza il parroco don Maurizio Mirilli gli ha dedicato una cappella destinata alle confessioni, commissionando gli affreschi al Papa che vi ha rappresentato la Pentecoste. Sulla volta il sole, simbolo di Dio attorniato da stelle, raffigurazione dello Spirito Santo che si irradia sugli apostoli, assumendo la forma delle fiamme di fuoco. Nel registro inferiore due angeli con sembianze femminili affiancano il trittico ligneo. Sullo sfondo la sagoma della parrocchia attorniata dai palazzi. Tra i simboli biblici, rappresentati anche sotto forma di animali e piante, nell’intradosso della finestra laterale sinistra il pittore ha dipinto illusionisticamente una mascherina appesa al muro con un chiodo, a testimonianza del momento tragico della pandemia, scoppiata a ridosso dell’inaugurazione della cappella. Alla Madonna del Perdono è anche dedicato il murales esterno all’abside, opera di Francesca Ciolfi, che lo ha eseguito con una tecnica particolare: prima l’immagine è stata dipinta a grandezza naturale, poi è stata proiettata con delle luci sul muro esterno absidale e quindi ricalcata in loco. Anche i muri interni del cortile dell’oratorio conservano dei murales sul tema della Creazione, realizzati dai giovani della parrocchia.
Il culto del Santissimo Sacramento titolare della chiesa
Il culto del Santissimo Sacramento rappresenta il cuore della vita liturgica e spirituale della Chiesa cattolica. Con questa espressione si indica la venerazione dell’Eucaristia, cioè del pane e del vino consacrati, che secondo la fede cattolica diventano realmente il Corpo e il Sangue di Cristo.
Le origini di questo culto risalgono agli inizi del cristianesimo. Già nelle prime comunità, i fedeli si riunivano per celebrare l’Eucaristia in memoria dell’Ultima Cena di Gesù. Tuttavia, è soprattutto nel Medioevo che si sviluppa una forma più esplicita di adorazione del Santissimo Sacramento anche al di fuori della Messa.
Un momento decisivo è l’introduzione della festa del Corpus Domini nel XIII secolo, grazie anche alla diffusione della devozione eucaristica e al contributo di figure spirituali e teologiche. Da allora, pratiche come l’adorazione eucaristica, le processioni e l’esposizione del Santissimo diventano sempre più diffuse.
Al centro di questo culto vi è la convinzione della presenza reale di Cristo nell’Eucaristia, una presenza che invita i fedeli non solo alla partecipazione alla Messa, ma anche alla preghiera silenziosa e all’adorazione personale. L’Eucaristia è infatti considerata fonte e culmine della vita cristiana.
Nel corso dei secoli, il culto del Santissimo Sacramento ha assunto anche una dimensione comunitaria e pubblica, attraverso momenti di adorazione collettiva, le Quarantore e le processioni del Corpus Domini, che esprimono la fede condivisa della comunità.
Ancora oggi, questa devozione continua a essere un punto di riferimento fondamentale, invitando i fedeli a riscoprire il valore della presenza di Cristo nella vita quotidiana e a vivere una relazione più profonda con il mistero eucaristico.
Scheda (a cura di) Rita Randolfi, in collaborazione con Ecomuseo Casilino
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