Category: Paesaggio delle forme del sacro e della spiritualità

Mappa di comunità del patrimonio delle forme del sacro dell’Ecomuseo Casilino, riconosciuto come bene comune attraverso percorsi di partecipazione e condivisione. L’Ecomuseo Casilino racchiude nei suoi quartieri un territorio denso di pluralismo religioso, testimoniato dalla presenza di luoghi di culto cristiani, islamici e induisti, formali e informali. La comunità cristiana – articolata nelle sue forme confessionali della chiesa cattolica (con la presenza di comunità greco-ortodosse di origine greca e dei Paesi dell’Est-Europa) e riformata (evangelici, pentecostali, testimoni di Geova) – ha radici antiche e si riunisce in luoghi di culto consolidati e formalmente riconosciuti, espressione non solo del patrimonio culturale e religioso comune della maggioranza degli abitanti dei quartieri, ma anche di una lunga e tradizionale presenza degli ordini religiosi femminili e maschili cattolici e delle molteplici chiese riformate, che hanno condotto in quest’area della città la propria missione di evangelizzazione, rispondendo alla necessità spirituale della popolazione. L’accoglienza delle comunità migranti ha prodotto un pluralismo religioso in continuo arricchimento. Alla presenza cristiana infatti si affianca oggi la spiritualità e la religiosità islamica, induista e buddista, patrimonio culturale delle comunità del Sud-est asiatico. Ai complessi parrocchiali della chiesa cristiano-cattolica, si affiancano quindi le chiese cristiane riformate (riunite in spazi formali e informali, come gli ex spazi commerciali e di socializzazione oggi ridestinati a luoghi di preghiera). Ai luoghi di culto cristiani si uniscono gli spazi di culto delle comunità religiose riconosciute dallo Stato Italiano, come la comunità induista, articolata nei suoi templi dedicati alle divinità del proprio pantheon, e le moschee islamiche, ancora non formalmente riconosciute in assenza di un accordo istituzionale. Questo paesaggio descrive una mappa di comunità del patrimonio delle forme del sacro e della spiritualità dell’Ecomuseo Casilino, mappa che è stata costruita nel tempo, attraverso un processo di negoziazione con i cittadini del territorio al fine di individuare quali risorse facessero parte di un patrimonio collettivo, ovvero di un bene comune che chi vive ora il territorio intende salvaguardare e trasmettere alle generazioni future.

Mappa di comunità del patrimonio delle forme del sacro dell’Ecomuseo Casilino, riconosciuto come bene comune attraverso percorsi di partecipazione e condivisione.


L’Ecomuseo Casilino racchiude nei suoi quartieri un territorio denso di pluralismo religioso, testimoniato dalla presenza di luoghi di culto cristiani, islamici e induisti, formali e informali.

La comunità cristiana – articolata nelle sue forme confessionali della chiesa cattolica (con la presenza di comunità greco-ortodosse di origine greca e dei Paesi dell’Est-Europa) e riformata (evangelici, pentecostali, testimoni di Geova) – ha radici antiche e si riunisce in luoghi di culto consolidati e formalmente riconosciuti, espressione non solo del patrimonio culturale e religioso comune della maggioranza degli abitanti dei quartieri, ma anche di una lunga e tradizionale presenza degli ordini religiosi femminili e maschili cattolici e delle molteplici chiese riformate, che hanno condotto in quest’area della città la propria missione di evangelizzazione, rispondendo alla necessità spirituale della popolazione.

L’accoglienza delle comunità migranti ha prodotto un pluralismo religioso in continuo arricchimento. Alla presenza cristiana infatti si affianca oggi la spiritualità e la religiosità islamica, induista e buddista, patrimonio culturale delle comunità del Sud-est asiatico.

Ai complessi parrocchiali della chiesa cristiano-cattolica, si affiancano quindi le chiese cristiane riformate (riunite in spazi formali e informali, come gli ex spazi commerciali e di socializzazione oggi ridestinati a luoghi di preghiera). Ai luoghi di culto cristiani si uniscono gli spazi di culto delle comunità religiose riconosciute dallo Stato Italiano, come la comunità induista, articolata nei suoi templi dedicati alle divinità del proprio pantheon, e le moschee islamiche, ancora non formalmente riconosciute in assenza di un accordo istituzionale.

Questo paesaggio descrive una mappa di comunità del patrimonio delle forme del sacro e della spiritualità dell’Ecomuseo Casilino, mappa che è stata costruita nel tempo, attraverso un processo di negoziazione con i cittadini del territorio al fine di individuare quali risorse facessero parte di un patrimonio collettivo, ovvero di un bene comune che chi vive ora il territorio intende salvaguardare e trasmettere alle generazioni future.


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