Tor Pignattara è un quartiere del Municipio V di Roma Capitale e si estende nel quadrante Sud- Orientale della città di Roma, lungo la Via Casilina.

Confini

Il confine nord è segnato da Largo Galeazzo Alessi, da cui diparte la spina della ferrovia Roma Napoli che che definisce il confine occidentale del quartiere fino all'incrocio con via di Porta Furba.

A sud il confine è disposto lungo la linea che procede da via degli Oppii a via degli Angeli, per poi proseguire su via dell'Aeroporto di Centocelle e infine via dei Gordiani.
Il confine orientale procede sul tracciato di via Labico, dall'incrocio con via dei Gordiani, continua su via Cori, proseguendo poi per via Formia, via del Pigneto (dall'incrocio con Via Acqua Bullicante), proseguendo poi per via Frontino, poi via Zenodossio e poi, grazie alla Casilina, si ricongiunge a Largo Galeazzo Alessi.

Cenni storici

Il quartiere sorge prima come villaggio rurale alla fine dell’Ottocento – documentato da un’inchiesta del Ministero dell’Agricoltura che lo evidenzia come esempio di tenuta agricola all’avanguardia per tecnologia e produzione nell’inchiesta del 1884 – e poi come stazione sanitaria per la cura antimalarica, grazie alla disponibilità e all’intuizione della proprietaria della tenuta Annamaria Caracciolo che ne comprende le potenziali nello sviluppo urbano.

Il villaggio agricolo diviene a tutti gli effetti parte integrante della città nella notte fra il 17 e il 18 luglio 1927, quando l’amministrazione capitolina sposta il confine della cinta daziaria – allora spartiacque per la tassazione dei terreni dentro il confine comunale – da Ponte Casilino a via dell’Aeroporto di Centocelle. Ma già a partire dal 1925 il quartiere – parte del suburbio Tuscolano – è definito il primo insediamento del quadrante sud-orientale di Roma.

La storia del nome Tor Pignattara

L’insolito nome tradisce un passato antico. Già nell’Alto Medioevo, quando la lingua latina era ormai espressione delle sole classi nobili e dei religiosi, i romani identificavano il Mausoleo di sant’Elena, madre dell’Imperatore Costantino, come “Torre delle pignatte”, per la presenza delle grandi anfore usate nella costruzione della copertura della volta della tomba. Le spoglie della santa furono traslate nella chiesa dell’Ara Coeli nel 1130 per volere di Innocenzo II e fin dal 1768 il sarcofago è stato conservato in quelli che oggi sono i Musei Vaticani.

Al toponimo del quartiere si ricongiunge anche quello dell’area del Comprensorio Casilino ad Duas Lauros, ovvero la regione suburbana imperiale, di matrice pagana perché di proprietà dell’Imperatore Massenzio, che qui volle il suo Campo Marzio con annesso cimitero.

I due allori - forse due piante vere presenti all’entrata della proprietà imperiale o due pitture di “lauros” rappresentati al cancello – sono ancora oggi presenti nell’identità del paesaggio e del tessuto urbano, a ricordo di uno spazio della città che fu da un lato terreno di scontro ideologico fra paganesimo (Massenzio) e cristianesimo (Costantino) e la culla della cristianità occidentale.

Gli equites singulares e la catacombe

L’area fu utilizzata come luogo di sepoltura cristiana a partire dal III secolo a.C, praticamente affiancandosi – senza di fatto destare alcuno scontro ideologico – al cimitero pagano degli “equites singurales Augusti – ospitando famiglie aristocratiche e di fatto continuando la tradizione nobiliare.

Con la conquista del potere da parte di Costantino, l’imperatore volle trasformare l’area in uno spazio scenografico di esaltazione del nuovo potere, realizzato soprattutto grazie all’adozione della nuova religione cristiana portata dall’Oriente dalla mamma Elena. Per questa ragione il luogo, che fu il martirio dei Santi Marcellino e Pietro, divenne la regione augustea di realizzazione della Basilica Costantiniana e poi del Mausoleo di Sant'Elena.

Tor Pignattara medievale

Nel Medioevo la tradizione cristiana sopravvisse nel passaggio dei pellegrini verso Roma. La presenza della tradizione sepolcrale cristiana fu luogo di pellegrinaggi e di devozione verso i martiri cristiani e verso la fondatrice – senza titolo – della cristianità occidentale: Elena.

Nel paesaggio medievale svettano le torri delle tenute agricole, nei toponimi riecheggiano le presenza di fiumi – la Marranella fra tutti – delle tenute – Villa Certosa, detta la Favorita – e delle vestigia antiche – come l’Acquedotto Alessandrino. Ma bisogna arrivare, o tornare se si segue la scansione di questo racconto, alla fine dell’Ottocento per ritrovare le tessere del mosaico della storia di Tor Pignattara e ritrovare l’identità e la complessità di un territorio che apre le braccia al visitatore per accoglierlo e lasciare la sua impronta per sempre.

A Tor Pignattara, dopotutto, non si viene per caso.

Sotto articolazioni dell'area

Storicamente l'area risulta composta da 4 sotto aree:

  • Tor Pignattara: da via Casilina a via degli Angeli, confinando a sud con via dell'Aeroporto di Centocelle e a nord con via Casilina bivio via Galeazzo Alessi;
  • Marranella: nata dalla fusione delle antiche borgate della Marranella e Galliano, si estende da largo Bartolomeo Perestrello a via Casilina, confinando a sud con via Labico e a nord con via Antonio Tempesta;
  • Villa Certosa: l'antico borghetto degli Angeli, si estende da via Filarete alla ferrovia Roma-Napoli, confinando a nord con via Casilina fino al bivio via Galeazzo Alessi e a sud-ovest con via degli Angeli;
  • Vigne Alessandrine: si estende da Viale dell'Acquedotto Alessandrino fino a Via degli Angeli, delimitata da via Tor Pignattara e via Berardi.

Esiste infine un'altra sotto area denominata "Parioletti" che si estende da Via Tempesta a Via Zenodossio e delimitata dalle vie Casilina e Dulceri.

Ripartizione ufficiale e "popolare"

Stando alla ripartizione ufficiale del Comune di Roma, la zona 6A (Tor Pignattara) include anche l'area del Pigneto, l'area dei cosiddetti "Villini Santa Maria" (Via Minturno, Via Formia etc.) e parte dell'area di Portonaccio/Largo Preneste.

Appare invece esclusa l'area che nel quartiere è denominata, appunto, Tor Pignattara che è inserita nella zona urbanistica 6C (Quadraro).

Per tale motivo, in base alla mappatura di comunità, convenzionalmente riconosciamo in Tor Pignattara tutte le cinque sotto aree sopra indicate, escludendo l'area del Pigneto e quella di Largo Preneste/Portonaccio.

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Uno dei mural più controversi e scenografici del quartiere realizzato dall’artista svedese Etnik

Dulk disegna un’improvvisa irruzione di un paesaggio naturale, fantastico e onirico nel complesso delle facciate anonime dei palazzi anni ’70 della zona.

Un bimbo su un elefante. Un’immagine straniante alla fine di Via Pavoni. Proprio laddove l’ex vicolo della Marranella s’interrompe per far posto al cantiere “infinito” di Via Alò Giovannoli

Atoche ritrae la tipica scena del vicolo: donne sedute sul marciapiede intente a discutere del più e del meno.

Durante l’edizione 2014 di Alice nel paese della Marranella Jef Aérosol decise di abbellire alcuni luoghi della via da lui considerati simbolici

Durante l’edizione 2014 di Alice nel paese della Marranella Jef Aérosol decise di abbellire alcuni luoghi della via da lui considerati simbolici

Durante l’edizione 2014 di Alice nel paese della Marranella Jef Aérosol decise di abbellire alcuni luoghi della via da lui considerati simbolici

Il mural realizzato da Anita Genca in occasione dell’edizione 2016 di Alice nel Paese della Marranella

Nel corso dell’edizione 2014 di Alice nel Paese della Marranella, un gruppo di artisti si cimentò nella decorazione di un vecchio muro posto sul retro del Cinema Impero.

Durante l’edizione 2014 di Alice nel paese della Marranella Jef Aérosol decise di abbellire alcuni luoghi della via da lui considerati simbolici

Durante l’edizione 2014 di Alice nel paese della Marranella Jef Aérosol decise di abbellire alcuni luoghi della via da lui considerati simbolici

Durante l’edizione 2014 di Alice nel paese della Marranella Jef Aérosol decise di abbellire alcuni luoghi della via da lui considerati simbolici

Suggestioni rinascimentali per quest’opera dell’artista peruviano Carlo Atoche

Il Cinema Impero è un luogo simbolo del quartiere. Dopo anni di chiusura e abbandono in questi ultimi anni sta rinascendo grazie all’apporto attivo delle comunità locale.

Un mural che è viaggio emozionante nell’essenza profonda di un quartiere complesso, contraddittorio, stratificato, in uno dei momenti di maggiore tensione e intolleranza.

L’opera realizzata da Carlos Atoche per l’evento MURI SICURI: Dipingiamo un muro per Salvarne 100, finalizzato a raccogliere fondi per le popolazioni colpite dal terremoto

Hostia è un mural realizzato da Nicola Verlato. Rinominata dagli abitanti La Cappella Sistina di Tor Pignattara, è diventata uno dei simboli del quartiere.

Il casale Mengoni-D’Antoni è un casale storico della campagna romana sito in via Labico 67 nella zona della Marranella a Tor Pignattara

Mural di Alice Pasquini visibile su un muro in via Anton Ludovico Antinori a Tor Pignattara