Villa De Sanctis, detta anche Parco Casilino-Labicano, è un parco urbano che si trova nel territorio del Municipio Roma V, nel quartiere Prenestino-Labicano, all’interno della zona urbanistica del Casilino. Ha una superficie di circa 12 ettari ed è delimitato da via Casilina a sud, via dei Gordiani a ovest e dal tracciato di via di San Marcellino a nord ed est.

Storia e Paesaggio

L’area corrispondente all’attuale Villa De Sanctis in epoca romana era noto come Ad Duas Lauros e faceva parte dei possedimenti imperiali. Ad Duas Lauros costituiva un fondo imperiale che si estendeva tra via Casilina e via Prenestina e dalla Porta Sessoriana (attuale Porta Maggiore) fino al terzo miglio dell’antica Via Labicana, nei pressi del monte Gabum a Centocelle. Attualmente l’area, comprendente una villa e un fondo rustico con un’estensione di 12 ettari, ed è con tutta evidenza uno spazio che ripristina lo scenario paesaggistico dell’Agro Romano Antico, anche semplicemente attraverso il “collegamento visivo” con le altre aree verdi (attualmente private) che si trovano a est e a nord del Parco.

La storia “moderna” del parco inizia nel 1942, quando un’area di circa 36 ettari venne donata al Comune di Roma dalla famiglia De Sanctis, con un vincolo d’usufrutto di due casali alle famiglie degli allori lavoranti e custodi della tenuta. Da questo momento inizia una storia complicatissima. Dal momento della donazione, per decenni, l’area venne concessa in affitto a diversi soggetti che avviarono diverse attività (autodemolitori, depositi di materiale edile, ma anche orti). Alcuni di essi, allo scadere del contratto d’affitto, continuarono l’esercizio abusivo dell’attività. Questa tendenza si protrasse ulteriormente e si complicò ulteriormente con l’affitto di un’area di 30.000mq (era l’inizio degli anni ’70) a una società sportiva. Questa, a sua volta, subaffitto (non si sa quanto “legalmente”) la parte del parco che comprendeva una casale e un ristorante. In buona sostanza si sovrapposero su quest’area usi impropri, concessioni, abusi, diritti acquisiti e diritti “inventati”.

Iniziarono in queste anni le proteste del Comitato di Quartiere di Tor Pignattara che organizzò decine di manifestazioni per sbloccare la vicenda esercitando una notevole pressione sulle istituzioni.

Anche grazie a tale pressione, all’inizio degli anni ’80, Comune e Circoscrizione avviarono le azioni necessari per riprendere possesso dell’area e farlo diventare un parco pubblico. L’atto decisivo, elaborato sotto il governo del sindaco Luigi Petroselli, è la Delibera del Consiglio Comunale n. 553 del 31 marzo 1981 per la costituzione del Parco Pubblico Labicano.

Districarsi in questa complessa matassa legale. Dopo almeno un decennio di controversie, periodo in cui si era costituito un Comitato per il Parco Labicano che fu molto attivo e pressante nel seguire questa fase, il 22 settembre 1994, il Comune eseguì un primo sgombero delle attività abusive e il 5 novembre dello stesso anno furono, finalmente, resi pubblici i primi 3 ettari di parco lungo via Casilina.

Il 1995 fu approvato dal Servizio Giardini il piano degli stralci per l’esproprio di ulteriori 13 ettari che vennero inaugurati 2 anni dopo. Ulteriori fondi, in questo periodo, furono erogati per una progettazione più ampia, ma soprattutto per l’esproprio di ulteriori 23 ettari necessari a unire quest’area con la vicina Villa Gordiani, ripristinando una continuità paesaggistico-storica propria di quell’area del Comprensorio Casilino.

Purtroppo questa progettualità non andò in porto e rimase solo la parte relativa al restauro della villa padronale, l’attuale Casa della Cultura di Villa de Sanctis. Dopo circa 5 anni furono approvati altri fondi per la sistemazione dell’area, nel 2005 fu inaugurato il centro sportivo e nel 2007 iniziarono i lavori che, terminati tra il 2009 e il 2010, hanno portato il parco all’assetto attuale.  Viene inaugurato anche il Parco delle Sculture, costituito da 5 istallazioni di artisti contemporanei.

Villa de Sanctis

Il perimetro del Parco e le funzioni (dal blog Vivi la Luna)

Attualmente restano fuori dal perimetro progettuale almeno altri 24 ettari, ancora di proprietà privata (ma che in origine era parte del lascito dei De Sanctis al Comune) e che estenderebbero l’area fino a ridosso di via Artena da un lato e verso Villa Gordiani dall’altro.

L’area è integralmente inserita nell’ambito del vincolo archeologico “Tor Pignattara” apposto con D.M. 10.3.1994 e dal vincolo di tutela paesistico “Ad duas lauros” apposto con D.M. 24.10.1994.

Antropologia

L’interesse del parco non risiede solo nell’alto valore archeologico o paesaggistico dell’area, ma anche nella valenza simbolica che ha rivestito negli anni per gli abitanti di Tor Pignattara, Centocelle e Casilino.

L’inaugurazione nel 2012 della Casa della Cultura ha rappresentato un momento fondativo, il riconoscimento della possibilità del recupero sostenibile di un’area che per anni è stata inaccessibile. Quella data, segna l’avvio anche delle attività dell’Ecomuseo Casilino, intesto come progetto di recupero dell’intero Comprensorio Casilino (area di circa 140 ettari di cui il Parco è parte) e del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico dei quartieri che vi si affacciano.

Oggi il Parco è uno spazio per tutti i cittadini ed è utilizzato in modi diversi ed interessanti. Come luogo di incontro dei ragazzi del quartiere, come “palestra” per fare esercizio fisico e jogging (fa parte del parco anche un centro sportivo con piscina e campi da tennis). Come luogo di ritrovo per le comunità migranti, soprattutto latinoamericani e bangladese, che organizzano picnic e feste di compleanno. Ma è anche utilizzato in modo informale da bangladesi, pakistani e indiani per il gioco del cricket e dalle immancabili “partitelle” a calcio che, in alcuni casi, sfociano in veri e propri tornei semi-professionali.

Cinema

Villa De Sanctis è diventata celebre in tutto il paese grazie al film Bangla di Phaim Buyian, che ha girato diverse scene nell’area, proprio a ridosso di uno dei monumenti facenti parte del cosiddetto “Parco delle Sculture”, la Luna Verde, che insieme al Mausoleo di Sant’Elena è uno dei monumenti simbolo dell’area.

Natura

L’area nel suo insieme (comprese le parti non aperte al pubblico) si estende per circa 36 ettari ed è proprio in quest’ultima che si possono osservare le cose più interessanti.

Il WWF Lazio – Gruppo Attivo Pigneto-Prenestino, dal novembre 2014 ad oggi ha censito almeno 43 specie di uccelli. Tra le più significative da segnalare c’è l’Airone bianco maggiore, osservato in più occasioni nel corso del 2014, e una numerosa colonia di Fagiani (la cui prima nostra osservazione, in quest’area, risale al novembre 2011).

In questo video girato da Alessandro Fiorillo del WWF durante l’attività di monitoraggio dell’avifauna locale, è stata registrata la presenza dell’Airone bianco maggiore.

Nonostante l’assenza di aree umide nel parco, l’Airone bianco maggiore frequenta l’area da circa un anno: in particolare l’abbiamo avvistato (nell’area non aperta al pubblico, limitrofa al lato di via Labico) il 17 e il 18 febbraio 2014, intento a cercare prede (topi o piccoli mammiferi) nell’erba del prato mentre l’ultimo avvistamento, precedente a quello di ieri, risaliva al 15 novembre 2014, quando nella stessa area ne abbiamo contati ben 2 esemplari.

I parchi e le aree verdi del territorio conservano valori naturalistici degni di nota che, oltre ad aggiungere bellezza, ci ricordano che è necessario tutelare quella biodiversità da cui dipende la vita di tutti sul pianeta.

Risorse Faunistiche

Oltre all’Airone bianco maggiore sopra menzionato (che ormai è appurato che è un frequentatore abituale di quest’area), sono stati avvistati nell’area del parco Codirossi spazzacamini, Ballerine bianche, Merli, Pettirossi, Storni, Piccioni domestici e molti altre specie.

  • Airone bianco maggiore (Casmerodius albus [Egretta alba])
  • Balestruccio (Delichon urbicum)
  • Ballerina bianca (Motacilla alba)
  • Beccamoschino (Cisticola juncidis)
  • Capinera (Sylvia atricapilla)
  • Cappellaccia (Galerida cristata)
  • Cardellino (Carduelis carduelis)
  • Cinciallegra (Parus major)
  • Cinciarella (Cyanistes caeruleus [Parus caeruleus])
  • Codibugnolo (Aegithalos caudatus)
  • Codirosso spazzacamino (Phoenicurus ochruros)
  • Cornacchia grigia (Corvus cornix)
  • Fagiano comune (Phasianus colchicus)
  • Falco pellegrino (Falco peregrinus)
  • Fringuello (Fringilla coelebs)
  • Gabbiano reale (Larus michahellis)
  • Gazza (Pica pica)
  • Gheppio (Falco tinnunculus)
  • Gufo comune (Asio otus)
  • Luì piccolo (Phylloscopus collybita)
  • Merlo (Turdus merula)
  • Occhiocotto (Sylvia melanocephala)
  • Parrocchetto dal collare (Psittacula krameri)
  • Parrocchetto monaco (Myiopsitta monachus)
  • Passera d’Italia (Passer italiae [Passer d. italiae])
  • Passera mattugia (Passer montanus)
  • Passera scopaiola (Prunella modularis)
  • Pettirosso (Erithacus rubecula)
  • Piccione domestico (Columba livia f. domestica)
  • Picchio rosso maggiore (Dendrocopos major)
  • Picchio verde (Picus viridis)
  • Pispola (Anthus pratensis)
  • Rampichino comune (Certhia brachydactyla)
  • Regolo (Regulus regulus)
  • Riccio comune (Erinaceus europaeus)
  • Rondine (Hirundo rustica)
  • Rondone comune (Apus apus)
  • Scricciolo (Troglodytes troglodytes)
  • Storno (Sturnus vulgaris)
  • Taccola (Corvus monedula)
  • Tordo bottaccio (Turdus philomelos)
  • Tortora dal collare (Streptopelia decaocto)
  • Usignolo (Luscinia megarhynchos)
  • Verdone (Carduelis chloris)
  • Verzellino (Serinus serinus)
  • Pieride del navone (Pieris napi)
  • Bombo (Bombus)

Risorse floristiche

Anche tra la flora ci sono presenze significative (soprattutto nell’area non aperta al pubblico), tra le quali spiccano le Serapias e i Narcisi. Nell’area aperta al pubblico predomina la presenza della Malva, i cui fiori colorano il prato della villa sia a primavera che in altri periodi dell’anno.

  • Edera comune (Hedera helix)
  • Cipresso (Cupressus)
  • Pino domestico (Pinus pinea)
  • Silene bianca (Silene alba)
  • Viperina piantaginea (Echium plantagineum)
  • Piantaggine lanciuola (Plantago lanceolata)
  • Melograno (Punica granatum)
  • Mirabolano (Prunus cerasifera)
  • Ulivo (Olea europaea)
  • Pitosforo o Pittosporo (Pittosporum)
  • Corbezzolo (Arbutus unedo)
  • Ilatro sottile (Phillyrea angustifolia)
  • Fiore della passione (Passiflora caerulea)
  • Ailanto (Ailanthus altissima)
  • Tarassaco comune (Taraxacum officinale)
  • Veronica comune (Veronica persica)
  • Cicoria (Cichorium inthybus)
  • Olmo (Ulmus)
  • Sughera (Quercus suber)
  • Carpino bianco (Carpinus betulus)
  • Noce (Juglans regia)
  • Malva selvatica (Malva sylvestris)
  • Alloro (Laurus nobilis)
  • Canna comune (Arundo donax)
  • Farnia (Quercus robur)
  • Veccia pelosa (Vicia villosa)
  • Orzo murino (Hordeum murinum)
  • Rosa canina
  • Serapias
  • Verbasco sinuoso (Verbascum sinuatum)
  • Crisantemo campestre (Glebionis segetum)
  • Fumaria bianca (Fumaria capreolata)
  • Ginestra comune (Spartium junceum)
  • Alliaria (Alliaria petiolata)
  • Vilucchio bianco (Calystegia sepium)
  • Quercus sp.
  • Papavero comune (Papaver rhoeas)
  • Fumaria officinale (Fumaria officinalis)
  • Narciso trombone (Narcissus pseudonarcissus)
  • Campanella turchina (Ipomoea purpurea)
  • Bella di notte (Mirabilis jalapa)

 

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Lunedì

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