Ipogeo funerario scoperto casualmente nel 1938 durante gli scavi per l’apertura di una cantina della famiglia Del Grande.

Nell’Ipogeo sono state riconosciute più fasi cronologiche:

  • la più antica di pieno II secolo d.C.
  • la seconda di tardo III secolo d.C.
  • Restauri di età medievale (forse VIII sec)
  • Altri restauri di epoca più recente

La struttura ipogea è lunga quasi 30 metri, presenta un orientamento nord-sud e ad essa è annessa una importante struttura della prima metà del IV sec. d.C. collagate fra loro da una rampa.
Su ogni lato della galleria si aprono tre camere e altre due gallerie a quota inferiore da quella della galleria principale. Le pareti della galleria principale, non del tutto scavata, appaiono intonacate e dipinte, le gradinate sono di marmo e il pavimento con tessere a mosaico nere su bianco.

In questo sono conservati anche tre riquadri musivi policromi uno dei quali raffigurante un uccello con un rametto d’ulivo nel becco e altri due con riquadi geometrici.
Tra le camere si trovano arcosoli, in origine decorati con intonaco dipinto, mentre nelle pareti di camere e gallerie si trovano i loculi.
La struttura sepolcrale si inserisce nella tipologia degli “ipogei chiusi” destinati cioè ad un ristretto gruppo familiare.

Non è stato possibile determinare il proprietario del complesso, date le antiche spoliazioni ma è certa la sua funzione funeraria.

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