La Torre Pignattara che sorge al III Km sulla Via Casilina. È il sepolcro di Sant’Elena ed è il simbolo del quartiere di Tor Pignattara a cui, di fatto, da il nome.

Archeologia

Il sepolcro che sorge al III km sulla via Casilina, fu innalzato per accogliere le spoglie della madre di Costantino, Elena, morta nel 330 a.C. e dichiarata santa.

Il mausoleo ha una interessante costruzione a pianta rettangolare, alta in origine 25 metri e costituita da corpi sovrapposti: il basamento che è andato completamente distrutto nella parte ovest, mentre parte del tamburo sono ancora in piedi a nord, dove poggia parte della cupola.

Nel cilindro inferiore aveva 8 nicchie alternativamente rettangolari e semicircolari coperti da volte a botte, in una di queste si trovò il sarcofago dell’imperatrice. I muri a sacco, di malta mista a pezzi di tufo, sono rivestiti da mattoni disposti in fila, e sovrastati da una cupola alta circa 18 metri, in cui si rintraccia l’uso della anfore per poterne alleggerire il carico. Tale metodo, rintracciabile anche in numerosi altri monumenti romani, identificò il monumento fin dal periodo medievale, come Torre delle Pignatte, da cui Tor Pignattara.

Durante lo scavo fu rinvenuto uno splendido sarcofago in porfido rosso che si conserva ai Musei Vaticani, decorato in bassorilievo da scene di guerra. Questo ha fatto pensare che potesse trattarsi del sarcofago destinato ad accogliere le spoglie di Costantino, figlio di Elena, e che solo in un secondo momento fosse stato usato per la santa imperatrice.

Dopo che la salma di Elena venne traslata nella chiesa di S.Maria in Aracoeli, il mausoleo divenne prima fortezza e in seguito abitazione.

Storia

L’area sepolcrale fu voluta dall’imperatore Costantino per la propria sepoltura e per quella di sua madre Elena. In gergo fu poi chiamata “torre delle pignatte” (da qui il toponimo Tor Pignattara), per la presenza di “pignatte”, mattoni a forma di anfore usate nella volta della cupola per conferirle stabilità. Il corpo di Sant’Elena riposò nel mausoleo fino all’XI secolo, quando fu trasportato nel Laterano (oggi il sarcofago in porfido rosso è conservato nei Musei Vaticani).

Durante gli anni la struttura è stata oggetto di utilizzi disparati, particolare interesse riveste la piccola chiesetta che è stata creata all’interno del perimetro del mausoleo che oggi è stata trasformata nel museo Ad Duas Lauros di prossima apertura. L’area antistante il mausoleo fino a pochi anni fa era destinata ad area oratoriale della Chiesa dei SS. Marcellino e Pietro Ad Duas Lauros che sorge accanto al monumento. La chiesa parrocchiale è stata consacrata nel 1922, edificata su progetto di Guglielmo Palombi. La parrocchia fu istituita il 1° febbraio 1765 da papa Clemente XIII. Attualmente la parrocchia è affidata alla Congregazione dei Padri Cavanis.