Il “borghetto”, oggi chiamato Villa Certosa, era parte di una lottizzazione promossa dalla proprietaria della villa nella prima metà degli anni Venti. La lottizzazione comprende appezzamenti di terreno molto piccoli, edificati in totale autonomia da edili e netturbini immigrati dall’entroterra laziale durante gli anni del regime fascista. L’area si snoda lungo la via dei Savorgnan, fino all’edicola mariana della Madonna degli Angeli, dal quale ha preso la denominazione.

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