La dimensione sociale della rigenerazione urbana

La dimensione sociale della rigenerazione urbana

L’Ecomuseo Casilino parte dall’idea che nessuno è ospite di un territorio e che tutte le comunità che lo vivono hanno ildiritto di fruire, implementare, salvaguardare e promuovere il suo patrimonio culturale.

Questo è solo un estratto dell’analisi (completa, complessa e profonda) che Claudio Calvaresi ed Eva Gabaglio fanno del nostro progetto.

I testi di cui alleghiamo le foto, sono presenti in una recente pubblicazione curata da Avanzi – Sostenibilità per Azioni, che prende le mosse da un progetto di formazione voluto dalla Regione Emilia Romagna.

Il volume [scaricabile qui: https://bit.ly/2Lefxe1] offre una carrellata sulle nuove prospettive (e forse i nuovi significati) del termine “rigenerazione urbana”.
Un termine e un’idea che nel corso del tempo s’è svuotata di senso e declinata come antidoto “degrado delle periferie”.
Una retorica insopportabile che sempre più spesso ha in realtà giustificato pratiche progettuali predatorie o normalizzatrici (ovvero volte alla semplificazione della complessità sociale e culturale dei territori).

Ringraziamo autori, curatori e il coordinatore Gabriele Bollini per averci coinvolto in quest’avventura. E speriamo che questo volume possa produrre nuova consapevolezza e un cambio di prospettiva sulle modalità pubbliche di progettazione e disegno della città.

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Centocelle: i murales di E.P.ART firmati da Diavù

L’artista David “Diavù” Vecchiato sta ultimando le opere su due facciate del plesso “Massaia” dell’I.C. Artemisia Gentileschi. I due murales sintetizzano artisticamente i temi emersi nel corso del progetto E.P.ART, con un attenzione particolare al tema della memoria del quartiere, un bene immateriale da curare e valorizzare, grazie anche al ruolo attivo delle scuole.