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L’Ecomuseo Casilino Ad duas Lauros: dalla storia al futuro, un nuovo Piano di assetto urbanistico per il Comprensorio Casilino

Piano di assetto dell’Ecomuseo Casilino Ad duas Lauros – elaborato dall’arch. Romina Peritore (coordinamento) e dall’arch. Giulia Papa

Vista dall’alto della parte centrale del Comprensorio Archeologico Casilino ad Duas Lauros

L’Ecomuseo[1] Casilino Ad duas Lauros nasce nel 2010 nel quartiere di Tor Pignattara e si sviluppa nell’area del “Comprensorio Casilino – Ad duas Lauros”, area compresa tra il parco di Centocelle, sulla via Casilina, e Villa Gordiani, sulla via Prenestina, includendo via di Torpignattara, via di Acqua Bullicante e via Tor de’ Schiavi. Il progetto dell’Ecomuseo Casilino proposto dall’Associazione per l’Ecomuseo Casilino Ad duas Lauros)[2] si basa sulla ricucitura delle connessioni tra lo spazio urbano, i parchi, le piazze, le risorse ambientali e storico-archeologiche, lo spazio rurale e gli spazi abbandonati della città diffusa.

Esso prevede di creare un sistema di parchi archeo-agricoli urbani, di orti didattici, collegati da nuovi percorsi ciclo-pedonali, nei quali avviare politiche di gestione collettiva degli spazi aperti, in grado di sviluppare una rete di accessibilità elevata e di percorribilità delle risorse naturali e archeologiche di Roma est. Avviare la pianificazione e la realizzazione di percorsi ciclo-pedonali tra le aree verdi esistenti significherebbe valorizzare il rapporto tra storia e cultura (Agro romano, borgate storiche, Mausoleo di Sant’Elena, via Francigena), recuperando le strutture edilizie esistenti (casali agricoli) e sviluppandovi nuove attività legate al turismo sostenibile e alla formazione.

L’esperienza ecomuseale può fungere da stimolo al soggetto pubblico per attuare politiche di riqualificazione di tipo fisico-funzionale, alle quali dovrebbero affiancarsi l’elaborazione di nuove forme partecipate di governo delle trasformazioni urbane. Il progetto di assetto urbano dell’Ecomuseo Casilino può far riscoprire le connessioni tra i sistemi del verde, dell’archeologia e dell’abitare, delineando la visione di una “nuova città”, di cui la rete degli spazi della naturalità rappresenta la struttura portante.

Arch. Romina Peritore per Ecomuseo Casilino ad duas lauros


[1]     Il concetto di Ecomuseo venne teorizzato fra la metà degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70 del secolo scorso nell’ambito del movimento della Nouvelle Muséologie francese, e in particolare sotto l’impulso dell’etnologo e museologo George Henry Rivière e del lavoro del suo giovane collega Hugues De Varine. De Varine inventò, nel 1971, il termine “ecomuseo” per definire una serie di esperienze museali alternative sviluppate dalla nuova museologia a partire dalla metà degli anni ’60.

[2]     L’Associazione per l’Ecomuseo Casilino Ad duas Lauros è composta da un comitato scientifico, di cui chi scrive fa parte, e da numerosi cittadini. Negli anni ha coinvolto varie associazioni (in primis l’Osservatorio Casilino e il CdQ Tor Pignattara), creando un “Patto di rete” per la riqualificazione del quartiere di Tor Pignattara. Ringraziamo in particolare Emilio Giacomi di Italia Nostra per la consulenza preziosissima in particolare nell’analisi della vincolistica dell’area.

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